DI MANUELA PALERMI

L’inchiesta sul Cara di Mineo sta facendo emergere tutto il marciume del business che viene fatto sulla pelle dei migranti. Dice Gratteri, procuratore di Catanzaro, che a quella povera gente viene dato pochissimo cibo e quel poco è quello che solitamente si dà ai maiali. Uno spaccato raccapricciante in cui ci sono “ombre” che riguardano Ncd-Ap. Si, quelli di Alfano. Si, l’ex ministro degli interni con Renzi ed ora degli esteri con Gentiloni. Sì, quello che si è sperticato selvaggiamente dando i voti alle ong. Al Cara di Mineo i container sono sovraffollati, al posto dei bagni ci sono latrine luride. Eppure chi gestisce quel Cara ha intascato negli anni milioni di euro dallo Stato. Ma se uno chiede di avere accesso ai bilanci, o qualche informazione sulla gara d’appalto, se lo sogna. Sapete perché? Perché il Ministero dell’Interno (allora Alfano) avocò a sé tutti i documenti nonostante la convenzione siglata con la cooperativa stabilisca diversamente.

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