DI CHIARA FARIGU

Il vero nocciolo della questione rifiuti a Roma non è la raccolta in se per se, già abbastanza complessa e delicata, ma il dopo: il sacchetto dove lo metto? Ovvero, dove sversare milioni di tonnellate di “monnezza“? Dopo la chiusura della discarica di Malagrotta, il problema rifiuti è riesploso prepotentemente in tutta la sua drammaticità. E i piani allo studio della città capitolina per trovare una soluzione prevedono tempistiche lunghe, molto lunghe, forse entro il 2020 o il 2022, compreso il proposito della giunta di arrivare almeno al 70% della raccolta differenziata. Tempi, questi, inconciliabili con l’emergenza attuale. Utilizzare i siti di sversamento dei comuni limitrofi potrebbe rispondere, almeno temporaneamente e in parte, a uscire dall’impasse in cui si trova Roma. Questa sembrerebbe dunque la soluzione individuata dalla sindaca Raggi. Che tuttavia non ha fatto i conti con i sindaci interessati, pronti a ergere barricate all’insegna di “Roma si tenga i suoi rifiuti, come noi ci teniamo i nostri”. Proteste che hanno trovato una sponda nel governatore del Lazio, Nicola Zingaretti: “L’idea che si possa andar avanti dicendo ‘tanto i rifiuti li mandiamo in altri comuni, è un’idea non solo tecnicamente complessa ma anche irrealizzabile perché l’Unione Europea vigilia e dà indicazione di lavorare i rifiuti nei luoghi dove sono prodotti. Non è polemica, ma si vuole individuare una soluzione che non è quella di dire ‘collochiamo i rifiuti in altri comuni’, ha dichiarato il governatore.
“Non saremo le discariche di Roma”, annuncia intanto il 1° cittadino di Cerveteri, manifestando il proposito di intraprendere qualunque passo necessario per evitare che l’emergenza rifiuti capitolina diventi “affare loro” . E sulla stessa linea del sindaco Pascucci, gli altri sindaci dei comuni limitrofi, compresi quelli del litorale. Intanto per mercoledi è atteso un faccia a faccia Raggi – Zingaretti per trovare una possibile soluzione a quella che si vuol declassare a semplice “criticità” ma che è una vera emergenza a tutti gli effetti. Emergenza che è diventato anche dibattito politico, più strumentale che costruttivo, cavalcato più o meno da tutti, in primis dal PD, sceso in piazza domenica per ripulire la città. Tolte le magliette gialle, però, il problema è sempre lì, come quei sacchetti che non sanno  di che morte devono morire

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