DI MICHELE ANSELMI

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Sciopero a oltranza dei giornalisti a “l’Unità”, vertenza della Fnsi e del Cdr contro l’editore “per comportamento antisindacale”, lo stipendio di aprile bloccato a circa 90 euro, una massiccia ristrutturazione alle porte, che poi significa tagli al personale forse per due terzi. Che cosa altro deve succedere in quello sciagurato quotidiano perché La7 e Raitre ne parlino, perché gli altri giornali non si limitino a delle brevi, soprattutto perché il post-neosegretario del Pd, Matteo Renzi, dica qualcosa sulla vicenda, visto che lo riguarda da vicino, avendo egli scelto l’editore Pessina? Il giornale è in crisi e non vende, nessuno lo nega. Forse ha fatto il suo tempo e non esiste più uno spazio di mercato per “l’Unità”. Ma il ricatto esercitato dall’amministratore delegato Guido Stefanelli è davvero inaccettabile. I diritti dei lavoratori sono stati lesi da tempo, l’indifferenza dei mass-media ormai suona sospetta, sarebbe ora di dare la sveglia al Pd, se non altro perché si pronunci e decida.

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