DI MARIA PIA DE NOIA

“Chi è ospite e riceve assistenza ha degli obblighi di comportamento” dice Michele  Serra nella sua Amaca di ieri.
A parte che un rifugiato non è un ospite, facciamo finta che lo sia e proviamo a capovolgere l’amaca.

Io organizzo una cena a casa mia e invito una serie di ospiti. L’ospite riceve ospitalità, ha degli obblighi di comportamento: non fare commenti fuori luogo, non girare per casa senza chiederlo … Ma anche io padrona di casa ho degli obblighi di comportamento: mettere l’ospite a suo agio, preparargli pietanze gradite … Reciprocamente padrona di casa e ospite abbiamo obblighi di comportamento. Se l’ospite mettesse i piedi sul divano o mi ruba il braccialetto a vista infrange il codice di onore dell’ospitalità. Ma pure io se costringessi l’ospite a dare un contributo spese o gli rubassi dal soprabito qualcosa infrango il codice d’onore dell’ospitalità. Se queste situazioni si verificassero, sarebbero parimenti deprecabili sia il mio comportamento da padrona di casa sia il comportamento dell’ospite. Non è che il furto dell’ospite lo è di più perché lui è ospite, quindi ha degli obblighi nei miei confronti, mentre io che sono la regina di casa posso fare quello che voglio.

Padrone di casa e ospite hanno obblighi di comportamento reciproci. Figuriamoci quando l’ospite non è un ospite ma una persona cui viene riconosciuto un diritto costituzionale.

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