DI LUCA SOLDI

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La manovra correttiva allo studio in questi giorni prevede di mettere mano agli amati-odiati voucher che come dice più di qualcuno, gettati dalla finestra finirebbero per rientrare dalla porta principale.
Sono diverse le proposte presentate un po’ da tutte le formazioni politiche. C’è chi parla di ‘libretto famiglia’ chi di ‘coupon’ ma sostanzialmente si vuole la reintroduzione dei voucher per piccoli lavori domestici: come l’assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap; per l’insegnamento privato supplementare; piccoli lavori di giardinaggio, ma anche di pulizia e cura della propria abitazione.
Poi si passa al loro utilizzo per la realizzazione di manifestazioni sportive, culturali o di solidarietà, organizzate da soggetti non aventi finalità di lucro ma anche da piccoli Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti. Un mare di variabili che convincono poco e che potrebbero nascondere fra le loro pieghe un facile inganno per permettere di aggirare le nuove norme.
Lo stesso ministro del lavoro continua ad essere impegnato con la questione voucher:
“Abbiamo sviluppato una nostra elaborazione con il Governo. In questo momento il Parlamento sta discutendo di queste materie”. Poletti, a margine di un convegno sui nuovi modelli di lavoro e l’esperienza delle cooperative culturali e dello spettacolo, organizzato da Doc Servizi a Verona e’ tornato ad affrontare il tema del lavoro, o meglio dei lavoretti, occasionali.
“Ci sono gli emendamenti che sono stati presentati in questi giorni anche alla manovrina -ha spiegato il ministro Poletti- quindi, collaboreremo nella relazione tra Governo e Parlamento per trovare una strada per dare una nuova regolazione a questa tipologia di lavoro occasionale che deve naturalmente fare i conti con situazioni diverse perche’ le famiglie hanno un contesto e le imprese un altro”. Poletti ha ribadito quanto aveva già espresso nei mesi scorsi: “Quindi, bisogna trovare forme che non consentano abusi -ha concluso- che tutelino i lavoratori, ma che consentano anche una modalità agile per poter gestire queste situazione”. Niente sembrerebbe trapelare di concreto ma già a fine marzo, parlando agli studenti da Bologna, dove aveva partecipato a un incontro sull’alternanza scuola-lavoro all’Istituto Manfredi-Tanari, aveva detto: “non stiamo ripensando ad un sistema voucher ma a come regolare complessivamente il tema del lavoro occasionale guardando all’Europa e avendo un principio base di diverso trattamento tra imprese e famiglie”. E poi continuando a spiegare: “Dovremo studiare due strumenti diversi – aveva spiegato Poletti – uno per le famiglie e uno per le imprese. Per le famiglie credo serva uno strumento molto semplice, dinamico ed agile per i cosiddetti ‘lavoretti’, in modo che se una famiglia ha bisogno per un’ora di una persona possa utilizzarla senza fare un contratto. Poi, dovremo intervenire sul fronte delle imprese e qui la cosa è un po’ più complessa perché dovremo farla avendo come riferimento una struttura che è in grado di gestire un contratto, quindi, dovremo dare all’azienda uno strumento che ha più una natura contrattuale”.

 

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