DI SUSANNA SCHIMPERNA

La patria del diritto? Anzi, come si vorrebbe, la Patria del Diritto?
La sentenza definitiva arriva non si sa quando, ma certamente tardi, troppo tardi. Nel frattempo può intervenire la prescrizione, e nel frattempo ancora, se si tratta di un fatto di rilevanza pubblica, che interessa i media, quello che ha rilievo è la sentenza di primo grado e il clamore fatto, per cui è l’opinione pubblica (guidata), che ha già rivoltato come un calzino l’imputato, frugato in ogni angolo della sua vita, emesso un giudizio.
Che la magistratura da questo risulti oggettivamente declassata, mi importa poco.
Mi importa, e dovrebbe importarci, che l’imputato (non il colpevole, l’imputato) viene puntualmente massacrato, gli viene tolta ogni dignità, non ha più diritto alla riservatezza. E se invece si tratta di un imputato comune, non di uno che possa interessare al pubblico per quello che è o per quello che fatto, allora per lui non c’è tempo, e se tutto è sbagliato e ingiusto, nessuno parla.
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