DI MARCO ERCOLI

Nessun funerale per l’MP3, nessuno l’ha ucciso: è vivo, vegeto e probabilmente morirà di vecchiaia quando l’ultimo file verrà cancellato da qualche server.Perché allora si legge sui siti di mezzo mondo che l’MP3 è morto? Semplicemente perché il Fraunhofer Institute ha smesso nell’aprile del 2017 di concedere l’MP3 in licenza ai produttori di hardware e di software. Una scelta non certo volontaria ma obbligatoria: il 17 di Aprile è scaduto l’ultimo brevetto legato all’MP3 valido solo ed esclusivamente negli Stati Uniti, il brevetto “US6009399A” di proprietà di Technicolor, altra azienda che ha contribuito allo sviluppo dell’MP3. Con la scadenza di questo brevetto MP3 diventa finalmente un formato libero che tutti negli Stati Uniti possono usare su apparecchi di ogni tipo per poter leggere, codificare e manipolare file MP3 senza versare un solo dollaro a Fraunhofer. Specifichiamo negli Strati Uniti perché in Europa l’MP3 è un formato libero fin dal 2012, quindi la notizia per il mercato Europeo non ha affatto rilevanza. L’MP3 è diventato libero e utilizzabile da tutti negli USA: lo era già in Europa da cinque anni, lo è diventato da poco anche negli Stati Uniti ed è infatti da un sito americano che è partita questa fake news che è finita anche su qualche quotidiano in Italia. Continuerà a funzionare, continuerà ad essere inserito in tutti i prodotti audio e video (ora è gratis) e fino a quando si deciderà di utilizzarlo per comprimere musica resterà il formato più usato al mondo. Anzi, paradossalmente ora che non è più coperto da brevetti potrebbe anche essere migliorato dalla community open source vivendo una seconda giovinezza e senza il rischio di cause legali. L’MP3 (per esteso Moving Picture Expert Group-1/2 Audio Layer 3) è un algoritmo di compressione audio di tipo lossy, sviluppato dal gruppo MPEG, in grado di ridurre drasticamente la quantità di dati richiesti per memorizzare un suono, mantenendo comunque una riproduzione accettabilmente fedele del file originale non compresso. La sua ideazione è dovuta a un team di lavoro internazionale coordinato dall’ing. Leonardo Chiariglione, all’epoca Vice Presidente del gruppo Multimedia in CSELT.
A dicembre 1988 il gruppo di esperti MPEG, presieduto da Leonardo Chiariglione di CSELT, costituì un gruppo di lavoro per la codifica audio, presieduto da Hans-Georg Mussmann. Nel marzo 1992 lo CSELT di Torino dimostrò la prima versione funzionante del sistema MPEG-1, sia localmente su un personal computer, che in rete. L’acronimo MP3 fu ideato nel 1997 via email da un gruppo di esperti MPEG. L’efficienza di un algoritmo di compressione è tipicamente giudicata dal bit rate finale che riesce a ottenere, mentre la metrica del tasso di compressione, che sembrerebbe più naturale, dipende sia dalla frequenza sia dal numero di bit del segnale in ingresso. Karlheinz Brandenburg ha utilizzato il CD di Suzanne Vega, “Tom’s Diner” come modello di riferimento dell’algoritmo di compressione per l’MP3. Questo CD è stato scelto per la sua dolcezza e semplicità, rendendo facile l’ascolto di qualsiasi imperfezione che la compressione può causare durante la registrazione.
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