DI MICHELE ANSELMI

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A quanto pare anche “Libero”, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, non se la passa benissimo. I virili titoli di prima pagina degli ultimi giorni continuano a provocare commenti vivaci, anche salaci, ma stentano a trasformarsi in copie vendute. Fa fede lo scambio tra il Comitato di redazione e la Direzione pubblicato in una pagina interna. Il lungo comunicato dei giornalisti, nel proclamare lo stato di agitazione con effetto immediato, “ritiene inaccettabile aver fissato preventivamente già dal 1° luglio 2017 la definita chiusura della redazione romana e il conseguente trasferimento di due (2) vicedirettori e 12 colleghi professionisti”. La Direzione, cioè Feltri, replica così, tra l’altro: “Vogliamo che la politica romana non sia più centrale perché non lo è più per gli italiani. Dobbiamo dedicare meno spazio alle questioni di Palazzo e più spazio ai fatti della vita. Pertanto la redazione romana va chiusa e rimpolpata quella milanese dove si confeziona e si idea il quotidiano”. Sembra un dialogo tra sordi. Si annunciano sorprese. Il titolo odierno di “Libero”, in attesa della nuova linea editoriale incentrata sui fatti della vita, recita: “Maledetti babbi”.

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