DI VINCENZO PALIOTTI

Scuserete la mia ignoranza nel non sapere cosa vuole dire: “ Gli immigrati che hanno scelto di vivere nel mondo occidentale hanno l’obbligo di conformarsi ai valori della società nella quale hanno deciso ‘di stabilirsi’, ben sapendo che ‘sono diversi’ dai loro”. A sentenziarlo è la Cassazione che dovrebbe esprimersi in modo chiaro e comprensibile a tutti, anche agli ignoranti come me ma lo fa, a mio parere, in modo del tutto ambiguo e tutt’altro che chiaro. Allora cerchiamo di capire cosa vuol dire: conformarsi alla religione? Ma se la Costituzione parla di libertà di culto a cosa si devono conformare? Si devono forse convertire alla religione cattolica apostolica romana? Forse è così visto che la CEI ha subito provveduto ad approvare. L’indirizzo politico? Allora dovremmo cacciare via una buona fetta di italiani che ancora conservano il culto del fascismo in barba sempre alla Costituzione che si dichiara antifascista, c’è stato addirittura un periodo non lontano che questi erano al governo, e qualcuno lo è ancora. Alle leggi dello Stato? Ma a quello dovremmo sottoporci prima di tutti noi, a cominciare dalla politica. Agli usi e costumi? Ma se questi variano da regione a regione a quale bisogna conformarsi? Parlare la nostra lingua? Ma questa è una necessita inalienabile alla quale tutti si adeguano per comunicare e cercare di inserirsi nella società, lo facciamo anche noi quando andiamo in un altro paese. Pagare le tasse? Basta informarsi a quanto ammonta l’evasione annuale nel nostro paese per rendersi conto di quanto questa “raccomandazione” dovrebbe riguardare noi piuttosto che altri. E potremmo continuare con altre contraddizioni esistenti nel nostro paese in barba ai “nostri valori” quali la corruzione, le mafie, lo spreco del pubblico denaro, le disuguaglianze sociali, il malaffare. E allora sorge spontanea la domanda: “ma di cosa parla la Cassazione?”
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