DI ENNIO REMONDINO

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Afghanistan va e vieni. L’invasione occidentale alla fine del 2001, i contingenti Usa e Nato fino a 140 mila uomini per sconfiggere i talebani, poi, con Barack Obama, il ritiro delle truppe perché le forze governative afghane -diceva la Nato- avevano le capacità per contrastare i talebani da soli.

Ora un nuovo contrordine dall’Amministrazione Trump che s’è accorta di aver perso ormai mezzo Afghanistan: stop al ritiro e alla missione di addestramento e arrivo di nuove forze USA da combattimento.

In Afghanistan, tornano soldati americani da combattimento. Per la prima volta dal 2010 Washington ha deciso l’invio di altri soldati, almeno 3 mila riferiscono fonti del Pentagono, annunciando che si potrebbe arrivare anche a 5 mila uomini. L’anno scorso Barack Obama aveva fermato il piano di riduzione ulteriore delle forze americane a Kabul. Adesso il controdine: si torna indietro, e per combattere.
Nella prima metà del 2016 -dati da Analisi Difesa- il governo afgano ha perduto il controllo del 5% del paese, arrivando a controllarne solo il 65,6%. I talebani, denuncia anche lo ‘Special Inspector General for Afghanistan Reconstruction’, sono arrivati a controllare più territorio come mai dopo il 200, quando l’Operazione anglo-americana Enduring Freedom fece cadere il loro regime.

Questo situazione così critica aveva imposto a Barack Obama di rinunciare al piano di ritiro di altri 5mila soldati. Nella seconda metà del 2016 altro terreno è stato perso, con il governo afgano che perdeva progressicamente pezzi di territorio: recentissima la caduta del distretto di Sangin, perdita simbolica per tutta la coalizione anti-talebani.

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http://www.remocontro.it/…/18/afghanistan-ritorno-zitti-zi…/

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