Di Andrea Provvisionato
Il Pd è costretto a scoprire le sue carte. Dopo le anticipazioni dell’ANSA sul possibile contenuto della proposta sulla nuova legge elettorale il relatore del testo per i Dem, Emanulele Fiano, ha depositato in anticipo, ieri sera, il testo in Commissione. Ormai incalzato dagli altri gruppi parlamentari il PD ha deciso di rendere pubblica la sua strategia.
La nuova proposta di legge Dem non sarebbe altro che un Mattarellum rivisitato, con la metà dei deputati eletti in collegi uninominali e l’altra metà eletta con il metodo proporzionale. Insomma sembra chiudersi la porta alla trattativa con il M5S, ormai convinto di poter correre da solo e nettamente contrario ai collegi uninominali eletti con il maggioritario. E aprirsi invece una porta alle trattative con la destra parlamentare rappresentata dalla Lega, Ala di Verdini e i tirolesi del Südtiroler Volkspartei. Fuori dai giochi e mai presi veramente in considerazione dal PD il Campo Progressista di Pisapia e naturalmente i Bersaniani.
Oggi la commissione decide i tempi di discussione. Ma il segretario del PD ha chiesto che vengano rispettati i tempi naturali di approdo in aula, cioè il 29 maggio. Matteo Renzi è probabile che voglia prendere tutto il tempo necessario per fare bene i conti.
Alla Camera con ogni probabilità ci sono i numeri. Al Senato al contrario è più difficile e Di Maio assicura che lì i numeri non ci sono. Anche se voci di Transatlantico parlano già della formazione di un nuovo gruppo di senatori transfughi del Centro Destra pronti a fare da stampella al segretario Dem. Voci smentite con fermezza dalle stanze di via delle Fratte. Di certo Renzi ha fretta di arrivare ad una conclusione. Preferibilmente per i primi di Giugno avere una legge elettorale, in modo da presentarsi agli elettori dopo l’estate.
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