DI SERGIO SERGI

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Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì scorso (393 a favore, 221 contro, 64 astenuti) una risoluzione in cui si denuncia la situazione dell’Ungheria di Victor Orbàn dove sono in gravissimo pericolo i principi fondamentali di libertà. Si legge, tra l’altro, che in Ungheria c’è un “grave deterioramento dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali per quanto riguarda la libertà di espressione, la libertà accademica, i diritti umani dei migranti, il diritto alla parità di trattamento, i diritti delle persone appartenenti a minoranze, il funzionamento del sistema costituzionale, l’indipendenza della magistratura e molte accuse inquietanti di corruzione e conflitti di interesse”.
In Italia di ciò non si parla. Eppure il voto nell’aula di Strasburgo assume un valore molto importante perché l’Ungheria rischia serie sanzioni sulla base dei Trattati. Va anche segnalato il comportamento di alcuni deputati italiani. Per esempio: i parlamentari dei 5Stelle si sono astenuti, proprio loro che dicono di non tollerare i bavagli. Addirittura han fatto peggio alcuni parlamentari del PPE che si son schierati con Orbàn: il capogruppo, il tedesco Weber, cui fa buona compagnia la sua vice, l’Italiana Lara Comi. E poi il segretario Udc Lorenzo Cesa insieme ad Alessandra Mussolini ed Elisabetta Gardini.

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