DI AGNESE TESTADIFERRO

Fuori tira un leggero vento caldo e le vie del centro sono quasi deserte. È passato quasi un mese da quel 22 aprile. Qui nelle Marche ci pensiamo spesso a quello che avrebbe potuto fare Michele. Michele Scarponi. Al Giro d’Italia n. 100.
Nel momento in cui la tastiera imprime queste parole su file il panorama è Filottrano, il Teatro Torquis è il posto che ora mi ospita. Poco fa la sindaca Loretta Giulioni è salita sul palco a fare gli onori di casa in una serata dedicata a Nazareno Rocchetti, massaggiatore, artista e amico di Michele. La serata, finita poco dopo le 23, era per presentare una specie di biografia in cui ho avuto l’onore di contribuire con i campioni Gelindo Bordin e Giovanna Trillini.
Ad un certo punto Nazareno si alza in piedi per annunciare un violinista e accade una cosa magica. Nazareno prende il microfono e dice qualcosa che si assomiiglia a: “Queste note è per un campione di Filottrano, un uomo che è in cielo e che ci guarda. Un amico che ho, abbiamo, perso, ma che abbiamo sempre dentro”. Nazareno si alza e magicamente sento il mio corpo staccarsi dalla sedia e mi alzo anche io. In un attimo tutti si alzano. Avverto gli occhi lucidi e un calore immenso che si concentra in quelle quattro mura. Il palco e la platea diventano un tuttuno. Sono stati attimi magici che sono esplosi in un lungo applauso.
Mentre mi chiedo cosa avrebbe fatto oggi (ieri ormai, la mezzanotte è gia passata) in autostrada l’Aquila di Filottrano, percepisco che in questo paese si respira un’aria come fosse solenne, sospesa, bisognosa ed esigente di silenzio.
Sì, al Giro manca …ma le strade delle Marche portano impresso il suo nome, sull’asfalto che amava percorrere. E la vernice è ancora, e spesso, fresca.
In foto, la strada della Castelletta in zona Serra San Quirico (An). Foto di Federico Ferretti, in sella alla mountainbike.

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