DI RITANNA ARMENI

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Schematicamente la vedo così. Alle prossime elezioni la sinistra che non si riconosce nel Pd di Renzi ( e per una sinistra è davvero impossibile riconoscersi) dovrebbe unirsi in un’unica lista.
Il programma molto semplice dovrebbe essere in tre punti che sintetizzo 1)lavoro, 2)lavoro 3) lavoro.
Il leader: nessuno degli attuali, dei vari partiti e raggruppamenti ma qualcuno/a che rappresenti i tre punti di programma cioè – per essere ulteriormente chiari – lavoro, lavoro, lavoro.
Quanto alle alleanze per andare o no al governo tutto dovrebbe dipendere da quello che gli eventuali alleati intendono fare sempre sui tre punti del programma che, se non sono chiari l ripeto:lavoro, lavoro, lavoro.
Il resto , credetemi, deriva tutto da come si affrontano e si risolvono i tre problemi suddetti.
Ps. Naturamente per far questo la sinistra dovrebbe liberarsi dai personalismi, i narcisimi, il politicume, la pigrizia intellettuale e anche la cialtronaggine nel quale è immersa da alcuni anni a questa parte. Dovrebbe ricominciare a discutere senza pensare ai seggi parlamentari. E’ difficile, ma potrebbe provarci. Altrimenti l’alternativa è fra il peggio, il peggio che sembra meno peggio e il vuoto.

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