DI LUCIO GIORDANO

Alzi la mano chi è convinto che entro la fine della legislatura verrà varata una nuova legge elettorale. Anche i tempi del rosatellum  infatti si allungano. Al termine della riunione della capigruppo, stracciato il testo base di Mazziotti,  è stato deciso che la discussione  arriverà in Aula il 5 giugno. Probabilmente, dunque,  nemmeno in luglio i partiti si metteranno d’accordo. Pazienza. In realtà i renziani puntano   all’incidente diplomatico per far cadere dopo il g7 il governo Gentiloni, andare alle urne in ottobre con le leggi uscite dalla consulta  ed evitare di mettere mano alla finanziaria. Perché va da sé che una legge di stabilità lacrime e sangue porterebbe ad una sonora sconfitta elettorale  chiunque  la varasse: nel caso specifico, i renziani.  Rischio che l’ex premier non vuole proprio correre.

E intanto, come in un gioco delle parti, si va  avanti con questo Rosatellum, che per la verità nessuno vuole:  ennesimo tentativo di proporre una legge elettorale maggioritaria con listini bloccati. Esattamente quello che la cassazione ha già bocciato. Porcellum e Italicum  sono stati dichiarati non a caso anti- incostituzionali perché , tra l’altro, non garantiscono la rappresentatività elettorale. Sempre non a caso, a parte Francia e Inghilterra, i principali Paesi europei  si tengono alla larga dal maggioritario e  da anni puntano senza incertezze sul  proporzionale, più o meno corretto.

Serve alla governabilità, è il mantra di chi vorrebbe imporre il maggioritario. Peccato che dal 1994 ad oggi la governabilità non sia mai stata garantita per davvero. E però, obietterà qualcuno, con il proporzionale i governi cadevano ogni sei mesi. Vero. Ma proprio nella prima Repubblica la politica aveva un ruolo preminente e non delegava a  capipopolo che in questo quarto di secolo  hanno contribuito a distruggere il tessuto sociale del Paese.  Insomma,  siamo sicuri che il maggioritario , declinato alla milionesima desinenza, sia la legge elettorale migliore? Personalmente ho fortissimi dubbi. Anzi, per dirla tutta, sono esattamente convinto del contrario.

Posto che la legge elettorale perfetta non esiste in nessun angolo del mondo, una legge capace di garantire rappresentatività e governabilità esiste: è quella del parlamento europeo. Un proporzionale puro, tre voti di preferenza, per evitare il mercato delle vacche dei listini bloccati imposto dai capibastone ,  e una soglia di sbarramento al 4 per cento ( in Europa esiste dal 2009), per allontanare la trappola dello strapotere di partitini alla Alfano o alla Verdini. Soglia troppo bassa? Affatto. Meglio sarebbe anzi il  3 per cento. Tanto alla fine per  Alternativa popolare il 3 o il 4 poco cambia. Non sfiorerà né ora né mai la fatidica asticella. Al momento,  solo  sette partiti riuscirebbero a superare la soglia di sbarramento: Pd, 5 stelle, lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Articolo Uno e  Sinistra Italiana. Il giusto. Per trasferire all’Italia la legge elettorale di Bruxelles basterebbero poche settimane. L’Europa ci ha chiesto tante cose inutili, finora. Per una volta, insomma,  ci chieda una legge elettorale intelligente.  .

 

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