DI GIACOMO MEINGATI
“Io mi sono sempre lasciato andare all’onda del destino”.
Cita spesso questa frase di Lars von Trier, Michele Placido, per parlare di se stesso.
Oggi che compie 71 anni, la biografia del noto attore e regista di Ascoli Satriano, sembra davvero parlarci con forza di questa misteriosa parola, Destino.
Come altrimenti si potrebbe commentare la vicenda personale che porta un giovane Michele Placido ad entrare in polizia, salvo poi abbandonarla agli inizi degli anni 70 per la carriera da attore, ed essere ricordato a livello internazionale soprattutto per la leggendaria serie TV di rete 4 “la piovra”, in cui Placido interpreta proprio un poliziotto, se non come un pittoresco gioco del destino?
Del suo personaggio forse più amato tra i tantissimi Placido, in un’intervista ad “effetto notte”, rivendicherà soprattutto l’umanità e la spiritualità.
“Hanno pianto tutti – dice l’attore – quando è morto, perché Cattani era un uomo vicino alla gente, era reale, vulnerabile. Un uomo della porta accanto che non ti avrebbe negato un qualsiasi favore.
Era un uomo che aveva qualcosa in più per cui lottava, qualcosa in più del lavoro, della famiglia, degli affetti. Per quel qualcosa lo hanno amato”.
Placido ha sempre rivendicato la sua “importante”, come ama definirla, formazione cristiana, che lo ha portato già da bambino a conoscere in modo approfondito la Bibbia, e ad acquisire di conseguenza ciò che, aldilà degli aspetti più legati alla religione, quel testo a suo dire offre: un ampio bagaglio di simboli con cui guardarsi dentro e leggere la vita.
Figlio di Beniamino Placido e Maria Lazzetti, Placido studia a Foggia per poi trasferirsi a 18 anni a Roma, dove entra, come detto, nella polizia.
Il primo marzo del 1968 è a Valle Giulia, durante il famoso scontro tra manifestanti universitari e forze di polizia, un’esperienza che lo segnerà profondamente.
Dopo poco tempo Placido lascerà la divisa ed entrerà nell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, esordendo a teatro col regista Luca Ronconi nella trasposizione teatrale dell’ Orlando Furioso di Ariosto.
Da lì la carriera di Placido non si fermerà più, lavorerà con registi di altissimo livello come Mario Monicelli, Luigi Comencini, Francesco Rosi, Gianni Amelio, recitando in ruoli via via sempre più prestigiosi fino alla consacrazione, negli anni 80, con il ruolo da protagonista nella serie TV “la piovra” dove interpreta, come detto, il commissario Corrado Cattani.
La serie lo consacrerà rendendolo popolarissimo, e la sua carriera continuerà in film di grande spessore come “Mery Per Sempre” “Giovanni Falcone” , “Lamerica”, “il Caimano”, “La Sconosciuta” e molti altri.
Debutterà come regista nel 1990 con “Pummarò”, ed anche in questa veste firmerà autentici capolavori come “Romanzo Criminale” del 2005, la trasposizione cinematografica del romanzo di Giancarlo De Cataldo sulle vicende della banda della Magliana, e “Vallanzasca gli angeli del male” del 2010, sul famoso criminale milanese.
Questi alcuni dei suoi lavori più significativi di una lista lunghissima che si è sviluppata con continuità e qualità lungo i decenni fino ad oggi.
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