DI NICOLA FRATOIANNI

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Questa è una cartolina dal futuro. Ci è stata spedita dall’isola di Henderson Island, un paradiso incontaminato che trent’anni fa fu dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco e oggi è ridotta così: soffocata da 671 rifiuti per metro quadrato, sommersa da tonnellate di plastica. Eppure l’isola è lontanissima dai centri abitati, il che significa che purtroppo la plastica che ha distrutto Henderson Island viene da tutto il pianeta: i ricercatori hanno infatti trovato rifiuti da almeno 24 paesi e da tutti i continenti.
Guardatela bene questa cartolina, perché ci dice che se i governi di tutto il mondo non agiranno in fretta per ridurre la produzione e il consumo di plastica i danni all’ecosistema saranno gravissimi ed irreversibili. Dobbiamo batterci e impegnarci per una strategia seria di riduzione dei rifiuti e una conversione verde del sistema industriale e commerciale. Prendiamo ad esempio il packaging: buste, scatole, pellicole, bottiglie, barattoli, vaschette con cui vengono confezionati i prodotti che comperiamo. L’Italia è in cima alla classifica: ne consumiamo 200kg procapite contro i 160 della media europea. Che aspetta il governo a emanare norme per impedire questo spreco e incentivare la sostituzione del packaging inquinante con quello biodegrabile?
Un’ultima cosa, anche se spero vi suoni scontata e ridondante: è cominciata la bella stagione, è tempo di spiagge e mare, facciamo in modo che nulla resti a terra e in acqua dopo il nostro passaggio. Differenziamo i rifiuti, evitiamo gli sprechi, teniamo pulito: non voglio che i nostri figli debbano vivere in futuro in una gigantesca discarica.
L'immagine può contenere: spiaggia, spazio all'aperto e natura
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