DI PAOLO BROGI

45 milioni di euro buttati dalla polizia per l’affitto delle sedi…
Così Il Fatto quotidiano sullo sperpero di denaro con la gestione immobiliare delle sedi. Tra gli immobili citati anche quello della Dia in via Torre di Mezzavia all’Anagnina: 8 milioni all’anno. Se è così perché nessuno nelle istituzioni, comprese quelle parlamentari, non decide di occuparsene seriamente?
Lo ricordo bene quel palazzo, detto il palazzo onda. Il costruttore mi querelò sostenendo di non averci nulla a che fare. Eh già, bisognava risalire nelle scatole cinesi della proprietà fino al decimo passaggio, solo allora veniva fuori il nome del costruttore e della moglie.
Ricordo di aver dato tutto l’incartamento all’avvocato del Corriere, se non altro per chiedere al Pm di perseguire quel signore per falso.
Perché quella reazione? Semplice, il palazzo che era invenduto da una ventina d’anni e che era stato già oggetto di inchieste giudiziarie era palesemente in difficoltà con le regole abitative: soffitti molto bassi, mura in cui non piantare neanche un chiodo per via della presenza di amianto.
Perché fui querelato? Perché poco dopo essere stato preso dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza c’era morto per legionellosi un funzionario della Dia. Nell’occasione avevo ricostruito i precedenti di quell’immobile e la sua lunga storia. Guai a farlo.
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