DI MANUELA PALERMI

Il Verdinellum o Rosatellum (fate voi) è, almeno per me, praticamente incomprensibile. Provo a dire qualcosa che mi pare di aver capito. Spero di non sbagliare, nel caso siate clementi. Oppure spiegatemi.
Primo: col Mattarellum non c’entra niente. Col Mattarellum nei collegi uninominali c’era un unico simbolo della coalizione. Qui no. Ce ne possono essere diversi, insomma alleanze variabili a seconda della convenienza o di accordi magari territoriali. Che senso ha?
Nel Mattarellum c’erano due schede: in una votavi il parlamentare del collegio e nell’altra il partito. Qui il partito “traina” il candidato e se quel candidato non lo vuoi votare ma il partito sì, peggio per te, quello il tuo voto se lo prende lo stesso. Che senso ha?
Ma per arrivare al cuore: il Verdinellum/Rosatellum non è né maggioritario né proporzionale, un ibrido quasi incomprensibile. Non ci sono le coalizioni, ma ci sono i listoni (su cui imbarcare quelli da premiare). Non c’è la scelta diretta dei parlamentari da parte dei cittadini. C’è una soglia di sbarramento (5%) che costringe ai listoni, e lascia senza rappresentanza milioni di voti.
A me sembra una schifezza.
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