DI CHIARA FARIGU

Dopo due ore di accesa discussione il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto che reintroduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. Condivisa trasversalmente l’importanza dell’obbligatorietà, visto il pauroso calo delle coperture scese al di sotto del 95% ed il riaffacciarsi di malattie che si credevano debellate, restava ancora un nodo sciogliere, quello dell’età che vedeva in contrapposizione i due ministeri maggiormente interessati: Salute e Istruzione. Con la Lorenzin che propendeva per l’estensione sino ai 10 anni e quindi sino al completamento della scuola primaria, e la Fedeli che limitava la somministrazione alla fascia d’età 0-6 anni, quindi per la frequenza ai nidi e alla scuola dell’infanzia ma con sanzioni per i genitori dei bambini della primaria non vaccinati.
Un tira e molla che si è concluso in CdM che ha visto vincente la linea di Valeria Fedeli, ministra dell’Istruzione: obbligo di vaccinazioni da 0-6 anni e sanzioni che vanno dalle 10 alle 30 volte maggiori di quelle esistenti per i bambini sprovvisti del certificato di vaccinazioni all’iscrizione della scuola dell’obbligo. “Se c’è qualcuno che ha vinto è il diritto alla salute”, ha dichiarato la Lorenzin, soddisfatta del risultato, anche se parziale, “perché oggi è stato fatto un passo importante”.
Il numero dei vaccini obbligatori da 4 passano a 12. Agli attuali antipolio, difterite, tetano ed epatite B si aggiungono emofilo B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella, anti-meningococco C e B, sino ad oggi facoltativi. E’ stata proprio la recrudescenza del morbillo (2400 casi dall’inizio dell’anno) e della pertosse a far scattare l’allarme di medici pediatri e istituzioni e a prendere provvedimenti in merito.
Oggi il decreto per rendere attuativo il provvedimento sin dal prossimo settembre, mese di riapertura delle scuole

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