DI GIANFRANCO MICALI

Sulla Treccani questa è la definizione della parola “barcamenarsi”:comportarsi abilmente senza prendere posizioni decise, in modo da scansare danni. Da un po’ di tempo questa è la posizione de La 7, che per un lungo periodo è parso il canale più coraggioso(termine idoneo a definire chi o che cosa nella tv italiana è riuscito talvolta a discostarsi dalla filosofia e dall’informazione filogovernativa).
Da un po’ di tempo, però, la musica è cambiata: prima con Myrta Merlino e Lilli Gruber, poi a passo di fox-trot del duo Floris e Formigli, e ieri sera da parte di Mentana che , intervistato a Piazza Pulita sui casi Boschi e Renzi, è tornato il formidabile protagonista del vecchio film “Barcamenarsi”. E sia chiaro: il mio è un complimento. Lui ha tenuto la schiena diritta per lungo tempo quando era direttore del TG 5, senza mai nascondere , né tanto meno, manipolare le notizie sgradite al Cavaliere; ma al tempo stesso , dovendo stare attento, altrimenti sarebbe stato un pazzo, a non peparle troppo.
Poi, a la 7, ha tirato fuori il meglio di sé, conquistando una discreta fetta di pubblico, soprattutto quella emigrata dai tre Tg Rai, così uguali l’uno all’altro, ma ultimamente, pur non schierandosi politicamente per nessuno, pare divenuto più cauto. Senza mai tradire alcun principio di onestà, né minimamente scadere sul piano professionale, si è collocato in una precisa linea di mezzo tra renziani e antirenziani. Scelta legittima, ma preoccupante per il nostro futuro, almeno per chi identificandolo ultimamente come un preciso metronomo, credeva che dopo il referendum la stella di Matteo fosse in caduta libera.

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