DI LUCA SOLDI

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C’e’ un comune della Toscana, di cui Collodi, la frazione della casa natale di Pinocchio e’ famosa in tutto il mondo.
Il comune si chiama Pescia ed e’ conosciuto ed apprezzato oltre che per essere la patria del famoso burattino di legno anche per le solide e floride attivita’ florovivaistiche.
Spesso anniversari, celebrazioni, mostre lo portano alla ribalta nazionale come luogo da non dimenticare. Il bel parco che celebra le avventure di Pinocchio, con le bellissime statue che lo popolano, poi sono meta di frotte di turisti da tutto il mondo.
Questa volta invece le prime pagine ed i riflettori puntati sono arrivati per motivi meno edificanti che per qualche biennale del fiore o per qualche ricorrenza legata al celebre burattino.
Sono infatti scattati gli arresti per sindaco di Pescia (Pistoia), Oreste Giurlani. L’accusa è grave: peculato.
Con una parte di soldi pubblici avrebbe acquistato, cappotti pregiati, iPad di ultima generazione, una sfilza di cellulari e buoni carburante per oltre 500 chilometri al giorno, comprese domeniche e festivi. Non badava a spese ma adesso si ritroverà agli arresti domiciliari.
Ad eseguire l’ordine di misura cautelare disposto dalla procura di Firenze sono stati gli uomini della Guardia di Finanza.
I fatti risalgono secondo l’accusa, tra gli anni 2012 e il 2016.
In questo periodo Giurlani si sarebbe indebitamente appropriato di denaro, per la cifra complessiva di 570 mila euro, appartenente alla delegazione toscana dell’Unione nazionale comuni comunità enti montani (Uncem Toscana), della quale è stato presidente dal 2005 al 2016. In base alle indagini, condotte dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Firenze e coordinate dal pm Tommaso Coletta, Giurlani avrebbe trasferito il denaro dal conto corrente dell’associazione, di cui aveva disponibilità diretta, sul proprio conto corrente personale. Nel dettaglio, spiega la guardia di finanza in una nota, si sarebbe ‘autoliquidato’ una somma di 200 mila euro senza alcuna giustificazione di spesa, e altri 233 mila creando giustificazioni contabili fittizie, “ideologicamente false e soprattutto non pertinenti alla funzione pubblica svolta”: tra queste, l’acquisto di numerosi cellulari, Ipad, e spese per il carburante gonfiate. Inoltre avrebbe ricevuto dall’Uncem compensi per 143 mila euro per consulenze da lui effettuate a seguito di incarichi autoconferiti, in relazione ai quali sono ancora in corso approfondimenti ispettivi. Ieri mattina perquisizioni sono state eseguite in uffici pubblici e residenze private nelle province di Firenze e Pistoia, nel corso delle quali è stato acquisito materiale cartaceo e informatico, ora al vaglio degli investigatori.
La misura di custodia, richiesta dal pm, è stata disposta dal gip Anna Donatella Liguri.
Le indagini sarebbero partite da un esposto presentato alla Corte dei Conti da un consigliere regionale, Giovanni Donzelli (Fdi), che avrebbe riguardato presunte irregolarità nel pagamento dei contributi previdenziali ai collaboratori dell’Uncem. Gli accertamenti successivi avrebbero poi consentito di scoprire trasferimenti sospetti di denaro sul conto di Giurlani. Tra le presunte giustificazioni di spese fasulle accertate, spiegano le fiamme gialle, quelle per il carburante, come se avesse percorso 500 chilometri al giorno per lunghi periodi. Questa mattina i finanzieri hanno perquisito l’abitazione di Giurlani e un altro appartamento nella sua disponibilità a Pescia, l’ufficio del sindaco nella sede del Comune di Pescia, e un locale ancora nella sua disponibilità nella sede dell’Uncem a Firenze.
Un vero e proprio “Paese dei Balocchi” fatto salva la doverosa prensuzione d’innocenza da tenere ben presente in questi tristi casi.
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