DI VANNI CAPOCCIA
Finora Beppe Grillo e il M5s avevano goduto del grande vantaggio di non dover sottostare a quello che gli inglesi chiamano accountability. Essendo senza storia non erano sottoposti al processo di valutazione da parte degli elettori e dei cittadini mentre loro potevano farlo con i rivali.
Ma ora anche i grillini incominciano ad avere un passato e come dimostra la vicenda Pizzarotti a Parma, quella Raggi a Roma e quella della defenestrazione della candidata a sindaca di Genova incominciano a dover rendere conto della discrepanza tra le azioni messe in atto e le verità affermate.
Uno scarto messo chiaramente in luce dalla vicenda della legge elettorale voluta anche dai 5 Stelle che dopo campagne feroci contro il Parlamento dei nominati, ora accettano e sono parte in causa di una legge elettorale che se rimarrà com’è riempirà il Parlamento di nominati
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