DI VANNI CAPOCCIA
Quando abbiamo letto che Renzi, Berlusconi, Grillo con l’assenso di Salvini di botto erano d’accordo sul sistema elettorale alla tedesca con proporzionale e sbarramento al 5% sembrava che finalmente avessero prevalso gli interessi del Paese contro quelli di bottega, che ognuno di loro avesse rinunciato al sistema elettorale più conveniente per sé per trovarne uno che potesse soddisfare tutti.
Ma è stato sufficiente leggere la proposta con un po’ d’attenzione per scoprire che la riforma elettorale proposta di tedesco ha ben poco, mentre il collante che ha è quello di garantire ai capipartito la possibilità di avere a disposizione non due Camere di eletti ma di nominati.
Altro che interessi del Paese! Quello che li ha messi d’accordo è stata la possibilità per Renzi di poter mettere l’imprimatur anche sui pochi candidati a disposizione di ciò che è rimasto dell’opposizione interna, a Berlusconi di liberarsi di parlamentari di lungo corso restii a mettersi da parte a favore di persone nuove, a Beppe Grillo la speranza di non vedersi falcidiare il numero di deputati per la perdita di parlamentari non disposti ad ubbidir tacendo com’è successo in questa legislatura.
È stato questo che ha consentito il grande inciucio, non alla tedesca ma all’italiana. Per arrivare al quale non hanno avuto bisogno di mettersi intorno ad un tavolo. Di dirette streaming. Di scambiarsi in silenzio un complice occhiolino. È bastata l’ambizione smodata che coltivano, e il comune fastidio che hanno verso la più elementare forma di democrazia, quella che consente agli elettori di eleggere chi li dovrà rappresentare
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