DI UMBERTO SAMMARINI
Inutile negarlo, guardiamo tutti con una certa invidia alla Svizzera, c’hanno le mucche viola che fanno direttamente il cioccolato al latte, hanno rifiutato un reddito di cittadinanza che, qui in Italia, ci compravi la villa in Sardegna, la disoccupazione è considerata una parolaccia, di quelle brutte, le cartacce vengono automaticamente distrutte dai laser posizionati nell’asfalto, sembra che nessuno soffra di stipsi e sono pieni di banche.
Oh, il paese di Bengodi gli fa una sega. Per la verità, negli anni settanta, qualcuno li considerava un po str… ani. Ricordo il film ” Pane e cioccolata ” il povero Manfredi, dopo essersi preso uno spago terribile con la polizia, si sta pisciando sotto e pensa bene di farla in un posto dove non lo vede nessuno. Lo vedono, viene rimpatriato, resta come clandestino, ossigena il parrucchino e cerca di inserirsi. Si gioca Svizzera – Italia, guarda la partita in un bar, fa l’elvetico sbeffeggiando gli azzurri, poi l’Italia segna e urla GOOLLL come un pazzo, lo guardano tutti con aria schifata, gli italiani sono solo manovalanza di basso rango.
Quello che è successo in questi giorni a Lugano, possiamo considerla la vendetta postuma dell’ossigenato Manfredi: un italiano ha messo in riga la Svizzera pallonara. L’anno scorso il Lugano, con il calcio champagne di Zeman, stava per precipitare in serie B. È notorio, che gli schemi del boemo, piacciono soprattutto agli avversari che gli rifilano valanghe di gol. Scaricato Zeman, approdato al Pescara che, come da copione, ha incassato una valanga di gol, il presidente del club Renzetti ingaggia Paolo Tramezzani, opinionista Rai e con un passato da cagnaccio difensore nelle fila dell’Inter e del Tottenham.
Qualcuno avrà pensato ” Adesso le cose cambiano ” Manco per niente, i giocatori del Lugano c’hanno la sindrome da pic nic, scendono in campo con il cesto e i panini, e beccano schiaffoni da tutte le parti. Dopo una batosta per 5 a 2 contro il Thun, fanalino di coda, la classifica comincia ad assumere preoccupanti aspetti Zemaniani. Tramezzani si incazza, riunione alle sei, simil pendolari. Allenamento mattutino? No, no, visita ad una fabbrica di ceramiche, dove, guarda caso, lavorano molti italiani eredi di ” Pane e cioccolata ” gente che si alza alle quattro di mattina per sfamare la famiglia. ” A Cristiano Ronaldo, li vedete questi uomini? Si fanno un culo tanto per quattro soldi, adesso stringete la mano a tutti e chiedetegli quanto guadagnano, poi ci alleniamo e dopo vi mettete in ginocchio sui ceci ” Mettiamola così, forse con la sua psicologia pecoreccia, Tramezzani può aver fatto pensare, a più di un calciatore, che se il Lugano precipitava in B li aspettava un futuro di ceramiche e vernici.
Potenza degli euri, romanticamente possiamo anche dire sferzata d’orgoglio, i calciatori buttano il cestino da pic nic e tirano fuori gli attributi. Il Lugano cominciano a macinare gioco, scala posizioni su posizioni, all’ultima giornata è terzo, in Europa League. Cioè, sarebbe terzo se il Lucerna, suo avversario, non passasse in vantaggio e, nello stesso tempo il Sion, quarto in classifica, non vincesse con il Grasshoppers, insediandosi al terzo posto. Il Lugano non recupera lo svantaggio, Tramezzani rientra negli spogliatoi incazzato come un coccodrillo digiuno, i giocatori hanno il morale sotto i tacchi e Renzetti prende a capocciate il muro. Poi, il Dio dei migranti fa capolino, le cavallette pareggiano e il Sion riprecipita al quarto posto. Come Manfredi in ” Pane e cioccolata ” Tramezzani urla GOOLLL.
Era dal 90 che il Lugano mancava dalle competizioni europee, grande festa sugli spalti, grande festa negli spogliatoi, grande festa di Renzetti che si beccherà un bel assegno dall’Uefa. E, Tramezzani? Il suo futuro è ancora ignoto, forse il migrante lascerà la terra delle mucche viola, dove siamo visti solo come mano d’opera.
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