DI ALBERTO TAROZZI
Per chi avesse mai creduto alla loro unità è una sorpresa. Nel Golfo i sunniti si spaccano. Arabia Saudita, Emirati Arabi, Bahrain, Yemen, cui si aggiunge l’Egitto, rompono le relazioni col Qatar accusato di terrorismo, a poca distanza dai fatti di Londra. Aumenta il prezzo del petrolio e i qatarini vengono espulsi; ci si domanda il perché di una situazione sull’orlo del precipizio.
Principale indizio la presunta “simpatia” del Qatar e dei suoi organi di informazione (Al Jazeera) non tanto, come dichiarato, per l’Isis (da che pulpito viene la predica), quanto per gli sciiti iraniani e la loro filiera, da Assad ad Hamas ai ribelli yemeniti.
La guerra per procura in Siria, tra filo Assad (Iran) e anti Assad (Arabia Saudita) rischia di diventare scontro militare diretto tra le due potenze. Lineari la posizione dell’Arabia Saudita e il suo legame di ferro con Israele; più complesse le relazioni del Qatar, da un lato con Isis e fondamentalisti sunniti, ma dall’altro, più di nascosto, con gli sciiti iraniani.
Ricadute perverse in Libia, col Qatar filo Tripoli, e ovunque, come in Egitto, vi sia traccia dei Fratelli musulmani, filo Qatar e nemici del governo locale. Nei media è pronta la propaganda di guerra: al Jazeera (Qatar) vs al Arabiya (Emirati). Enigmi aperti per gli Usa, che con le dichiarazioni anti Iran hanno gettato benzina sul fuoco: i soliti apprendisti stregoni? Ma anche la Russia filoiraniana non può sostenere l’alleato del Qatar in Libia, che si trova a Tripoli in opposizione al governo di Bengasi appoggiato da Mosca.
Caos totale e scenari di guerra.
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