DI VINCENZO PALIOTTI

Ci ha lasciati, all’età di 84 anni, Giuliano Sarti portiere dell’Inter di Angelo Moratti, Helenio Herrera e Italo Allodi. Sarti è stato uno dei più grandi portieri italiani. Giuliano Sarti si può considerare l’antitesi del portiere tradizionale, apprezzato dai più per le doti fisiche, per la spericolatezza. A differenza di ciò e dei vari Albertosi, Vieri, Pizzaballa che basavano il loro gioco sulla spettacolarità degli interventi, Sarti era un portiere sobrio, aveva un grande piazzamento che gli consentiva grandi risultati che forse toglievano qualcosa allo spettacolo ma che erano assolutamente efficaci. Sarti debuttò con la Fiorentina il 24 Aprile 1955 contro il Napoli. Nel campionato successivo Sarti prese il posto fisso da titolare, rilevando Costagliola, e vincendo il suo primo scudetto con la Viola che in quel torneo perse una sola gara, l’ultima con il Genoa. Allodi lo volle alla corte di Helenio Herrera. Con l’Inter si affermò definitivamente facendosi notare anche in campo internazionale. Il suo palmares comprende: 3 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa delle Coppe e 1 Coppa Italia. In Nazionale debuttò nel 1959 in una partita contro l’Ungheria, non ebbe però molta fortuna in azzurro collezionando solo 8 presenze. Il suo curriculum fu però “macchiato” da una papera clamorosa a Mantova nel 1967 che costo all’Inter lo scudetto . Chiuse la sua carriera nella Juventus con 10 presenze iniziando una brevissima carriera da allenatore della Lucchese, ritirandosi poi a vita privata. Un grande portiere, una persona molto riservata e schiva dei riflettori e della ribalta. Se ne andato così come è arrivato: in punta di piedi e con il suo inimitabile grande stile.
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