DI VANNI PUZZOLO

INDAGINI : il ragazzo con lo zainetto non è indagato
Chi è allora il vero responsabile della rischiata strage?
Comune, Questura, Prefertura o Agenzia Turismo?
Una buona notizia dopo ore di angoscia.
E’ uscito dal coma ed è stato estubato Kelvin, il bambino di 7 anni ferito sabato sera in piazza San Carlo, durante Juventus-Real Madrid.
E’ sveglio, cosciente e respira da solo, ma la prognosi resta riservata a scopo precauzionale.
Stabili, seppur gravi, le due donne di 26 e 63 anni ricoverate alle Molinette di Torino.
La più giovane, ricoverata nella Rianimazione universitaria, resta intubata e in coma farmacologico per il trauma toracico riportato nella calca di piazza San Carlo.
La donna di 63 anni è ricoverata nella Rianimazione ospedaliera, anche lei in prognosi riservata e intubata per trauma toracico da schiacciamento.
Intanto si è chiarita la posizione del giovane a torso nudo e con lo zainetto, quello che subito e’ stato buttato in prima pagina come il” mostro incosciente” che è stato ascoltato dagli inquirenti: non gli è stata mossa alcuna accusa.
È un testimone.
E sulle colonne de La Stampa è stato intervistato e ha spiegato la propria versione dei fatti. “Mi hanno dipinto come un mostro, ma ho allaragato le braccia solo per calmare la folla”. Davide, 23 anni di Cinisello Balsamo, è rimasto in Questura nella notte tra sabato e domenica.
Nessun procurato allarme, insomma, anzi, la sua versione delinea contorni ancora differenti riguardo alla questione:
” A un certo punto ho sentito un forte odore. Forse uno spray al peperoncino spruzzato incautamente, forse una fiala puzzolente di quelle che di solito si usano per gli scherzi di carnevale. Non lo so. So solo che intorno a me si è creato un vuoto. Io sono rimasto al centro. Isolato.
Ho alzato le braccia, e’ vero ma Invitavo solo alla calma.
Poi ho soccorso le persone che stavano male”, si legge su La Stampa.
INDAGINI, DUE FRONTI APERTI
Sono due i fronti di indagine aperti dalla procura di Torino.
I magistrati vogliono capire chi o che cosa ha scatenato l’ondata di panico.
Ma vogliono anche fare luce sulle eventuali carenze nell’organizzazione e nella gestione di un evento: si indaga per “lesioni colpose plurime gravi e gravissime”.
I pm vogliono vagliare l’operato delle autorità: c’è un riferimento all’articolo 40 del codice penale, in base al quale “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo”.
Allo studio, quindi, ci sono misure di prevenzione e di sicurezza, di modalità di accesso alla piazza, di vie di fuga, di autorizzazioni assortite.
Nessuna delle decine di persone ascoltate in questi giorni (feriti compresi) ha parlato di scoppi o di minacce negli istanti che hanno preceduto il putiferio.
L’ipotesi di lavoro iniziale, quella del procurato allarme, è stata temporaneamente accantonata.
Quella dell’attacco terroristico non è praticamente mai esistita.
Quindi quale e’ stato il motivo che ha fatto straripare la piazza?
In ogni caso sono stati recuperati e sequestrati residui di “artifici pirotecnici e generatori fumogeni”.
La folla ha tumultuato all’improvviso all’altezza dei numeri civici 195 e 197.
Sono stati i cocci delle innumerevoli bottiglie la causa della stragrande maggioranza delle ferite.
Si doveva o no disporre il divieto di portare in piazza contenitori di vetro?
Come sono stati fatti i controlli?
E come si spiega la presenza di tanti venditori abusivi?
La polizia municipale riferisce di averne identificati 34 prima del fischio di inizio e di non aver potuto procedere oltre a causa dell’elevato numero di persone.
Altre domande.
Le transenne erano dislocate in modo adeguato o hanno aggravato i danni?
Quanti erano gli ultras diffidati?
E chi aveva l’obbligo di “impedire” il macello?
Il Comune? La prefettura? La questura? O l’agenzia Turismo Torino che ha montato il maxischermo?
CHIAMPARINO: “LE CONSEGUENZE POTEVANO ESSERE PEGGIORI”
“Mi sembra che le conseguenze potevano essere peggiori. Certo, i numeri sono enormi, ma per fortuna si tratta per la maggior parte di ferite lievi.
E tutto sommato il sistema di emergenza di secondo livello, dal 118 alla sanità, ha funzionato molto bene”.
Mentre il primo livello, cioè le istituzioni, “ha dato prova di non saper governare la situazione, si è mostrato impreparato, mettendo a rischio la sicurezza dei suoi cittadini e di chi era arrivato per vedere la partita.
Il messaggio percepito è questo.
Il sistema Torino, in una città che non da ieri è orgogliosa dell`efficienza della propria amministrazione, non ci ha fatto una bella figura”.
Il presidente della Regione Piemonte ed ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, in un colloquio col Corriere della Sera, ha parlato così dei fatti di piazza San Carlo a Torino.
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