DI LARA CARDELLA

La Cassazione si pronuncia e apre alla possibilità di scarcerazione per Totò Riina. Il boss, mai sostituito al vertice di Cosa Nostra, è malato, ha un’età avanzata e avrebbe diritto, come ogni detenuto, a una morte dignitosa. La morte dignitosa, a mio parere, va garantita a qualsiasi uomo abbia deciso di volerla: il terrorista che vuol fare saltare in aria decine di persone ha diritto a una morte dignitosa? O ha scelto di rinunciarvi per essere coerente con una sua ideologia? Riina ha liberamente scelto, allo stesso modo, come vivere la sua vita fino all’ultimo dei suoi giorni: da mafioso. E la mafia a tutto si può appellare, tranne alla dignità. C’è veramente bisogno di ricordare a quante persone innocenti è stata tolta la vita, senza curarsi di pietà, dignità, rispetto? Vero, noi non siamo come i mafiosi, noi siamo portatori di altri valori. Quindi, giusto che venga curato e nel migliore dei modi, ma in carcere. Esattamente come ha scelto.
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