DI MASSIMO NAVA
https://alganews.wordpress.com/
Mettiamo da parte per un attimo, se ci riusciamo, la paura, il dolore, la solidarietá. Proviamo a ragionare sui fatti, su come sono raccontati e percepiti.
A #Torino, la bravata di due ragazzi – se le indagini confermeranno questa ricostruzione – ha rischiato di provocare una strage di immani proporzioni, ma il bilancio di 1500 feriti, due dei quali gravi, resta terribile per una serata di calcio spettacolo.
I fatti di Torino, stando ai commenti di molti giornali, nonostante la loro gravitá in sé, sono percepiti come uno scampato pericolo : non é terrorismo, é la drammatica escalation di una psicosi terrroristica! Il fatto che un petardo o una bravata possano provocare situazioni di questa gravità rientra appunto in un’altra categoria di incidenti, ma fa rientrare in un’altra categoria anche le vittime.
Un po’ come un incendio provocato da un fulmine o da un corto circuito é considerato diversamente dall’incendio provocato da un piromane. Ma ragionando cosi, la vittima, morta o ferita che sia, viene in qualche modo derubricata. E non mi sembra il modo migliore di affrontare l’emergenza in cui siamo precipitati. L’auto sulla folla è comunque un auto sulla folla, sia che al volante ci sia un pazzo ubriaco o un terrorista che tanto lucido di mente non sembra. La diversa motivazione dell’atto e la differenza di cause rischia di indurre una diversa valutazione delle conseguenze. Che sono appunto la morte, la sofferenza, il dolore dei familiari e degli scampati.
Annunci