DI MARIA PIA DE NOIA
Chissà cosa avrebbero scritto gli esperti in “Prevenzione drammi col senno di poi” se lo stesso episodio di Torino si fosse verificato allo stadio (ora invocato da tutti come luogo sicuro immune da tragedie affini) invece che in piazza. E la gente si fosse buttata dalle balaustre in preda al panico. O le balaustre fossero crollate per la pressione della folla.
Forse oggi avremmo fatto la conta dei morti invece che dei feriti. Come già una volta è successo. O forse no. Perché non si può parlare in astratto col senno di poi. Non si possono fare paragoni tra migliaia di persone che guardano in festa una partita senza nessun evento scatenante il panico e migliaia di persone che guardano la stessa partita in festa ma qualche coglione decide di fare il coglione e scatena il caos (come sarebbe potuto scoppiare il caos per un pericolo reale).
Qualsiasi luogo è sicuro quando non succede nulla. Nessun luogo è sicuro quando un imprevisto irrompe. Sembra una catalanata.
Ah così per la cronaca: far evacuare un luogo e fuggire da un luogo sono due cose diverse. Non è la location che determina la diversa modalità ma le circostanze.
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