DI MAURIZIO PATRICIELLO
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Fratello camorrista, sto pensando a te da sabato pomeriggio. Da quando un altro uomo è stato ammazzato ad Afragola. Il settimo in pochi giorni. È tardi, Pentecoste sta già lasciando il posto a un nuovo giorno. Ho celebrato tre messe, battezzato tre bambini, ho confessato, predicato. Sono stanco, ma il sonno non vuol saperne di venire. Sento il bisogno di scriverti questa lettera, sono certo che avrai modo di leggerla. Non pretendo di dirti niente di nuovo, spero solo che le mie parole possano penetrare nel profondo del tuo cuore. Forse sarò ingenuo, patetico, magari ti apparirò come un povero sognatore. Fa niente. Sabato pomeriggio mi trovavo a pochi passi dal luogo dove è avvenuto l’ ultimo agguato di camorra, ad Afragola. Negli occhi delle persone bloccate nel traffico ho visto il panico, l’ angoscia, il terrore. In tutte le Messe celebrate nella giornata di domenica, abbiamo pregato per te, per i tuoi amici, per le vostre famiglie, per i vostri figli, per i nostri paesi. Abbiamo implorato Dio per il figlio della vittima e il suo amichetto – erano in macchina al momento del delitto – che porteranno impressa nell’ animo la disumana esecuzione. Poveri bambini. Spero che per loro sia previsto, come avviene per altre stragi, un accompagnamento psicologico. Hanno vissuto un’ esperienza devastante. Quei bambini avrebbero potuto essere i tuoi figli. Ci hai pensato? No, ti prego, non dire « sono gli inconvenienti del mestiere … mi dispiace, non avrei voluto … può capitare …». Fratello camorrista, la fede mi assicura che nel cuore di ogni uomo, anche di chi si è macchiato dei delitti più atroci, c’è una scintilla di Dio che nessuno potrà spegnere, nemmeno il peccato più abominevole. Una scintilla che potrebbe divampare, diventare fuoco che illumina e riscalda. Nessuno è perduto per sempre. Tutti possono pentirsi, ravvedersi. Chiedere perdono e cambiare vita. Anche al tuo cuore, fratello, Dio continua a parlare. Per favore, mettiti ascolto. Fermati. Non smarrire la pietà, non abdicare alla tua umanità, non essere nemico di te stesso. Vogliati bene. Non continuare a farti male. Non fare male ai tuoi bambini. Non minare il campo dove giocano oggi e passeranno domani. Non rendere insidiose le loro giornate, la loro infanzia, la loro giovinezza. Amali. Se, come affermi, gli vuoi veramente bene devi volere con tutte le tue forze il loro vero bene. Sono a conoscenza delle guerre, delle rivalità, delle invidie, dei tradimenti che si creano tra i vari clan. Il prezzo che pagate e fate pagare alle vostre famiglie, alla nostra gente, ai vostri bambini, ai nostri figli, però, è veramente alto. Troppo, troppo alto. Da ieri pomeriggio i tuoi, i nostri, bambini mi hanno tolto la pace e il sonno. Non trascinarli, ti prego, in questo ciclone assurdo di violenza, di sofferenza, di morte. Non credere alla menzogna che possedere più cose equivale ad avere più felicità. A che serve guadagnare il mondo intero se poi perdi il bene più prezioso che hai? L’ ultimo omicidio avvenuto ad Afragola ci ha lasciati sgomenti, increduli, senza parole. Ai bambini presenti è stata rubata la fanciullezza, l’ innocenza, il diritto a essere sereni. A essere bambini. Anche a Miano, qualche giorno fa, c’erano dei bambini per la strada, durante l’ agguato in cui sono stati uccisi un uomo e suo nipote. Poveri bambini che non sanno cosa sia una vacanza al mare, una passeggiata in montagna, una palestra, una piscina. Solo per strada possono tirare calci a un pallone, una strada che si è fatta sempre più tiranna. Fratello camorrista, ti chiedo, nel nome di Dio, di quel Dio nel quale dici di credere: fermati! Sappi che Gesù è stato durissimo con chi scandalizza i “suoi” bambini. Un giorno disse: « Sarebbe meglio per loro se si mettessero una pietra al collo e andassero a gettarsi in mare». Lo sai, il fuoco non si spegne con il fuoco, il male non si sconfigge con il male, la violenza chiama la violenza. La vendetta è assetata di vendetta. Chi oggi piange domani farà piangere. Chi comanda non è mai al sicuro. Gli amici di oggi saranno i nemici di domani. Fratello camorrista, la strada che hai intrapreso è un vicolo senza uscite. Tu – come ogni essere umano – hai bisogno di pace. Tu, come ogni padre, hai il dovere di pensare al bene di tuo figlio. E dei figli dei tuoi fratelli, dei tuoi amici, dei tuoi vicini. Perché i bambini sono figli di tutti. A nessuno è consentito di far loro del male. A nessuno. Fratello camorrista, ama il tuo bambino. Mettilo in salvo. Portalo al sicuro. Cambia vita. Rendilo felice. Oggi. Domani potrebbe già essere troppo tardi.
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