DI GIACOMO MEINGATI
“Despacito”, il brano del cantante portoricano Luis Fonsi con la partecipazione del rapper Daddy Yankee, è letteralmente sulla bocca di tutti. Il video spopola sui social e il brano sta stracciando primato su primato scalando le classifiche di mezzo mondo. Ma che cosa c’è dietro? Chi sono Luis Fonsi e Daddy Yankee? E qual è il background culturale da cui emerge un brano del genere?
Il Centro America sembra come ricurvo guardando le mappe perché è schiacciato dal peso degli Stati Uniti, ma finché ci sarà gioia e felicità tra la gente, non si sarà persa mai del tutto la libertà.
Almeno così dice un vecchio detto sui paesi dell’America Centrale, i primi ad accogliere gli europei durante la scoperta delle Americhe, i primi a sperimentare le contraddizioni e la durezza della storia della colonizzazione degli Spagnoli prima e della politica fortemente invasiva degli Stati Uniti dopo.
La terra del Centro America sanguina, eppure la festa non l’ha mai lasciata e con essa, come dice il detto, non l’ha mai lasciata la dignità della gente e la voglia di libertà.
L’Arsura delle strade polverose, la violenza, la disperazione, le sinuose forme e i lunghi capelli delle donne, la povertà ma in essa la dignità, la fede, il sesso, la diversità delle etnie, il sudore, il sangue, il romanticismo, il ritmo: tutto questo è il Centro America, e tutto questo è in “Despacito”, la super hit del cantante portoricano Luis Fonsi e del rapper Daddy Yankee.
La canzone, anche grazie alla versione di Justin Bieber, ha raggiunto solo su YouTube qualcosa come un miliardo e ottocento milioni di visualizzazioni in tutto il mondo. La popolazione intera dell’Africa è 1.200.000.000, quella dell’Europa 743.000.000!
La canzone ha debuttato al primo posto in svariate classifiche mondiali tra cui quella degli Stati Uniti, era dal 1996 con la Macarena che una canzone latina non ci riusciva.
“Despacito è la gioia di voler danzare. È la voglia di un sesso forte, intenso ma mai volgare. Ma sopratutto è la risposta di gioia e condivisione alla politica dei muri di Trump” ha dichiarato Lois Fonsi, l’autore e l’interprete del brano.
Fonsi, che ha studiato musica classica all’Università perché voleva essere un musicista completo e non solo un cantante, è nato il 15 Aprile del 1978 a San Juan, Portorico, e ha iniziato a fare musica negli anni 90.
La sua carriera artistica, dal primo disco “Comenzaré” del 98, ai successi del primo decennio del 2000 come “Eterno” (2000), “Amor secreto” (2002), “Abrazar la vida” (2003), “Palabras del silencio” (2008) che include “Todo vuelve a empezar” in duetto con Laura Pausini, fino si lavori più recenti come “Tierra Firme” (2011) e “8” (2014) e il successo planetario di “Despacito”, ha subito un’evoluzione che lui stesso ha descritto dal ritmo calmo e le atmosfere romantiche delle ballad latine fino ai ritmi più movimentati degli ultimi lavori.
Recentemente ha dichiarato: ” il mio pop latino è sempre stato ibrido, né troppo sentimentale, né troppo danzereccio, ma ho sempre messo al primo posto le ballate. Questa volta invece ho voluto calcare la mano sul lato ritmico inserendo solo quattro ballad: non sarà una svolta drastica, ma certamente non sono più l’artista del primo album di 19 anni fa anche perché oggi il pop richiede musica uptempo, la gente ha voglia di danzare”.
Con Ramón Luis Ayala Rodríguez, più conosciuto col nome d’arte di “Daddy Yankee” entriamo ancora più profondamente nella realtà del Portorico.
Ramon è nato a Rio Piedras, il più grande distretto di San Juan, il 3 febbraio del 77.
Aveva un sogno da ragazzino che era, come per gran parte dei ragazzi portoricani, il Baseball. Avrebbe voluto diventare un giocatore delle Major, ed aveva anche un discreto talento, solo che una sera beccò una pallottola alla gamba, e dovette rinunciarvi per sempre.
Ancora oggi non cammina bene.
Così Ramon si dedicò anima e corpo alla sua altra grande passione, la musica, iniziando a scrivere canzoni già a tredici anni, e facendo suo un nuovo tipo di rap, il “reggaeton”, che si stava diffondendo in Portorico, e che gli tornerà utile più avanti, perché sarà l’ingrediente segreto alla base del successo di “Despacito”.
Daddy Yankee iniziò a registrare da solo le sue canzoni, e ad incidere diversi album completamente autoprodotti come il suo primo disco “No Mercy” del 1995, che però non otterrà un grande successo.
Successivamente Yankee formò un duo con Nicky Jam, ed insieme lavorarono agli album “El Cartel” e “El Cartel 2”. Sono gli album dell’esplosione, che lo consacrano in Portorico e non solo come uno dei pionieri del Reggaeton, nel 2002, infatti, questi lavori diventano i primi album di grande successo internazionale, anche negli Stati Uniti, un successo confermato e ampliato dell’album “Barrio fino” del 2004, che vince il premio di album reggaeton dell’anno ai Billboard Latin Awards 2005.
L’ascesa di Daddy Yankee da questo momento fino al suo ultimo album “King Daddy 2” e alla collaborazione con Fonsi per “Despacito”, sarà continua e inarrestabile.
Yankee ha sposato la sua fidanzata con cui, a diciassette anni, ebbe la prima figlia, e a tutti quelli che gli chiedono della sua vita privata risponde sempre e soltanto che i suoi genitori e la sua famiglia sono tutto quello che ha.
Nel suo ambiente, vista la sua grande influenza nel genere reggaeton, lo conosco anche, semplicemente, come “El Rey”. Il re.
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