DI DIEGO FUSARO

https://alganews.wordpress.com/

Non vogliono che stiamo troppo nello stesso posto perché sennò capaci che ci organizziamo»: così afferma uno dei protagonisti di Furore di Steinbeck. Il Capitale così ci vuole oggi, per dominarci meglio, senza ritorni di fiamma rossa, senza coralità oppositiva, senza organizzazione antagonistica. Ecco perché – non è difficile da capire – il Capitale ci vuole tutti migranti e precari, instabili e sempre in movimento. La società individualistica e competitiva – compimento del “sistema dell’atomistica” evocato da Hegel – è oggi in preda a un moto browniano permanente.
SRADICAMENTO GENERALIZZATO. La mobilitazione assoluta come cifra della produzione flessibile genera uno sradicamento generalizzato, che fa del lavoratore un nomade sempre in mobilità, costantemente “delocalizzato” da un luogo all’altro della produzione e, dunque, impossibilitato a radicarsi nel contesto sempre cangiante. Non può strutturalmente maturare una coscienza condivisa ed è sempre più ridotto al rango di atomo mobile e flessibile, privo di legami comunitari, solidi e solidali con gli stessi membri della sua classe. Per via della mobilità continua, l’attività sindacale e la condivisione delle esperienze sono rese ardue, quando non impossibili. Con esse, è ostacolata anche la genesi della coscienza di classe.
INDIVIDUALIZZAZIONE E PRECARIZZAZIONE. Quest’ultima sorge sempre dalla comprensione della propria esperienza personale posta in relazione con quella altrui: trova nella dimensione sociale e intersoggettiva la propria condizione ineludibile. Necessita di nessi solidi e solidali nel quadro della micro-comunità costituita dal luogo di lavoro. La relazione e la durata nel tempo sono le sue due condizioni ineludibili, che l’individualizzazione del lavoro e la precarizzazione dei contratti dissolvono.

Risultati immagini per PERCHE' IL CAPITALE CI VUOLE TUTTI MIGRANTI E PRECARI

Annunci