DI NELLO BALZANO

Mi perdoneranno gli estimatori del compianto cantautore genovese Bruno Lauzi se utilizzo il titolo di un suo grande successo per descrivere il voto amministrativo per il comune di Genova, ma mai prima d’oggi queste elezioni possono dare elementi di riflessione importanti in vista delle prossime elezioni politiche, quindi per tutti noi elettori italiani.
Sono elezioni particolari quelle che si svolgeranno nella città della Lanterna, in effetti non rispecchiano la situazione nazionale, non c’è un PD da solo, come non c’è un centrodestra senza il partito del ministro Angelino Alfano, non c’è nemmeno una Sinistra unita che testa il suo peso in un’occasione importante che vede al voto quasi un milione di elettori ed infine non c’è un M5S compatto come siamo abituati a vedere pronto a sfidare tutti, dopo le vicende giudiziarie per l’uso del simbolo tra la candidata Marika Cassimatis ed il suo ex capo Beppe Grillo, la prima corre con una sua lista, mentre il comico genovese ha messo in campo Luca Pirondini, inoltre non si sono fatti mancare il ribelle seguace del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il candidato Paolo Putti, insomma sono riusciti nell’impresa impossibile di dividere il numero primo 5 (stelle) in tre.
Quindi riassumendo, il centrosinistra è riuscito a trovare un’unità di intenti per evitare il bis di Giovanni Toti di Forza Italia, presidente della regione che ha sconfitto nel 2015 la renzianissima Raffaella Paita, a sua volta responsabile della prima fuoriuscita di lusso dal PD, l’europarlamentare Sergio Cofferati, dopo le contestate primarie; questa volta il PD ha rinunciato ad un protagonismo ormai consuetudine da quando Matteo Renzi ha le redini del partito, non esprimendo un suo candidato, ma appoggiando Gianni Crivello, assessore uscente dell’attuale giunta Doria, un’operazione che ha consentito di vedere nella squadra MDP, una consistente parte di Rete a Sinistra, che è stata sciolta per l’occasione, dopo aver contribuito ad un onorevole 10% alle scorse regionali nel sostenere Luca Pastorino.
Il Centrodestra è come dicevo unito più che mai in ogni suo piccolo frammento, dalla lega di Salvini, al movimento di Alfano, senza farsi mancare il partito di Pierferdinando Casini ed ovviamente Forza italia nel sostenere l’imprenditore Marco Bucci.
Arriviamo alla Sinistra, a mio giudizio la parte politica che ha avuto meno coraggio di tutte le altre, Possibile di Civati, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana pur di non cedere ad una coalizione del PD, hanno scelto di correre con Paolo Putti, consigliere uscente ex cinquestelle, il quale ha accettato pur di non vedere simboli di partito, insomma un test che poteva essere importante in ottica nazionale, messo in ombra dall’ex “nemico” grillino,
Concludendo questo importante voto può dare diversi segnali su tutti i fronti, si misura la forza del centrodestra unito, quella di un Movimento 5 Stelle diviso, una valutazione importante per determinare la consistenza del controllo di Grillo e Casaleggio.
Infine il risultato più importante, quello del centrosinistra, se dovesse risultare numericamente alto, si potrebbe leggere come un’inconsistenza del disegno di Matteo Renzi, cioè quello di escludere la sinistra nel futuro del governo del Paese, non è un caso se non si è impegnato personalmente con una visita a Genova, come non è un caso, forse, che dopo la debacle della legge elettorale odierna, di quest’ultima ha detto che se ne parla dopo le amministrative.
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