DI GIORGIO DELL’ARTI
A Teheran un doppio attacco di shahid – gente con la cintura esplosiva, per farsi saltare in aria – ha provocato almeno dodici morti e una quantità imprecisata di feriti. È un fatto nuovo o un salto di qualità perché i martiri di Allah si sono immolati finora in Israele o in Occidente, mentre questo di ieri è un colpo tirato da musulmani a musulmani. Per la precisione: musulmani sunniti (gli shahid) contro musulmani sciiti (le vittime persiane). L’Isis ha rivendicato. L’azione terribile assume un senso speciale se si pone mente al fatto che solo due giorni fa sei paesi di area sunnita, capeggiati da Arabia Saudita ed Egitto, hanno rotto le relazioni diplomatiche col Qatar, paese a sua volta sunnita ma amico della sciita Teheran per via di un immenso giacimento di gas che condivide con gli iraniani. Altra notizia che va inquadrata nella nuova fase della crisi mediorientale è quella della Turchia che, con un voto del Parlamento, ha autorizzato l’invio di cinquemila soldati in Qatar.
Raccontiamo bene Teheran.
Le notizie arrivano direttamente da laggiù e non sono chiarissime. Per quanto s’è capito fino a questo momento, erano stati programmati tre attacchi: uno al Parlamento iraniano (detto anche Majlis), uno al mausoleo dedicato a Khomeini, il fondatore della repubblica islamica, e un terzo che sarebbe stato sventato e di cui al momento non sappiamo niente. Il commando di quattro persone che ha preso di mira il Parlamento, in piazza Baharestan, è entrato facilmente nel palazzo perché i terroristi si erano vestiti da donne e indossavano il chador (è anche possibile che tra di loro ci fosse almeno una donna). Erano le 11 di mattina. Una volta dentro, si sono rivelati, hanno spianato i kalashnikov, sparato contro deputati, guardie e visitatori, e preso almeno quattro ostaggi. Tra questi anche la moglie e la figlia di due parlamentari. L’azione è durata quattro ore, durante le quali le teste di cuoio persiane hanno cinto d’assedio il complesso, non si sa se decidendosi alla fine per un’irruzione. Tutte le strade del centro di Teheran sono state chiuse. Intanto si sono visti uomini e donne calarsi dalle finestre dell’edificio per mettersi in salvo. Le foto di questi disperati somigliano a quelle del 13/11 di Parigi, solo che in questo caso l’azione s’è svolta di giorno. Questo attacco dovrebbe aver provocato il maggior numero di morti. Almeno uno degli assalitori, dopo essersi chiuso in una stanza, s’è fatto saltare in aria. L’agenzia iraniana Fars ha comunicato che i feriti sono almeno quaranta, e ha fatto sapere che i quattro terroristi sono stati uccisi. I deputati, anche affacciandosi alle finestre, hanno gridato tutti insieme: «Morte all’America e al suo servo, l’Arabia Saudita». Proprio ieri Trump si è congratulato per la mossa dei sei Paesi che hanno isolato il Qatar, sostenendo che forse è cominciata la fine del terrorismo e mettendo sullo stesso piano Iran e Isis, che è appunto la visione del mondo islamico che hanno i sauditi.
L’Isis non è sunnita mentre l’Iran è sciita? I mandanti dell’attentato di ieri non sono quelli dell’Isis che infatti hanno rivendicato? Come si fa a metterli sullo stesso piano?
La confusione regna sovrana, perché anche il Qatar è sunnita. Gli analisti spiegano che l’Iran potrebbe addirittura trarre vantaggio politico dagli attentati di ieri, mostrando che non ha nulla a che vedere con l’Isis (e in effetti gli ufficiali che circondano Assad nella guerra siriana contro i ribelli e contro il Califfo sono quasi tutti iraniani).
Spieghiamo l’attentato al mausoleo di Khomeini. In che senso Khomeini è il fondatore della Repubblica islamica?
Nel febbraio del 1979 una rivolta di popolo rovesciò lo scià di Persia Reza Pahlavi e fece rientrare in patria dall’esilio parigino l’ayatollah Khomeini, che prese il potere, fondò la Repubblica islamica e dopo la morte (1989) venne santificato e portato dai suoi fedeli quasi al livello di Maometto, fatto che ha provocato altri contrasti nella comunità islamica. Le caratteristiche dell’attacco al mausoleo sono le solite: tre o quattro persone, tra cui forse una donna o un uomo travestito, fanno irruzione nel sacrario e aprono il fuoco. Quasi subito due di loro si fanno esplodere, mentre un altro si uccide ingerendo una capsula di cianuro. Un quarto sarebbe stato catturato vivo. Questa azione avrebbe provocato un morto e molti feriti.
Come dobbiamo interpretare l’invio di soldati turchi nel Qatar?
È la conseguenza di un accordo di Ankara con i qatarini, che evidentemente hanno chiesto aiuto a Erdogan. Un attacco via terra dall’Arabia Saudita, con conseguenze sul piano generale inimmaginabili, non si può escludere. Erdogan ha dato il via libera al «programma di addestramento e collaborazione militare nella propria unica base all’estero» dopo un incontro col ministro degli Esteri iraniano Zarif. Erdogan, l’altro giorno, è stato il primo a prendere le distanze dalla mossa che ha isolato il Qatar. L’intesa con Zarif ci fa capire che turchi e iraniani, in caso di attacco, sono pronti a intervenire in difesa del Qatar.
Da che parte stanno gli americani? Da che parte stanno i russi? Da che parte stanno gli europei?
Gli americani stanno di sicuro con i sauditi. I russi di sicuro con i persiani. Non mi risulta che gli europei abbiano una politica estera.
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