DI MARINA VIOLA

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Dopo quasi cinque mesi di notizie incredibili sulle sue decisioni riguardanti ambiente, immigrazione, muri, sanità e sul modo aggressivo di esprimersi, è ancora difficile accettare il fatto che Donald Trump abbia davvero vinto le elezioni americane del 2016. Le critiche aspre e le invettive che lancia su Twitter hanno ben poco a che fare con il suo ruolo di presidente del Paese più potente al mondo. Le ultime, rivolte al sindaco di Londra Sadiq Khan, sono un ottimo esempio di mancanza di sobrietà, di diplomazia politica e anche un po’ di arguzia da parte di Trump.
FORMALITÀ ANTI-PANICO. Subito dopo l’attacco terroristico di sabato 3 giugno, in cui sono morte 10 persone (tra cui i tre terroristi) e ne sono rimaste ferite 48, il presidente Trump ha mandato alla città di Londra e all’Inghilterra un tweet di supporto, in cui offriva gli aiuti necessari. Nel frattempo, Khan, nel tentativo di placare il panico, ricordava ai suoi cittadini di non allarmarsi se avessero notato più forze dell’ordine per le strade. Un messaggio importante, soprattutto se scritto dal primo cittadino di una città che ha appena subito un attacco terroristico del genere. Simile, tra l’altro, a quello che Rudolph Giuliani, sindaco di New York, disse ai suoi cittadini qualche giorno dopo l’attacco dell’11 settembre 2001: sono formalità che ogni sindaco di città sotto assedio terroristico usa per cercare di diminuire la paura.
OCCASIONE PER TACERE. Ma soprattutto: cosa dovrebbe interessare al presidente degli Stati Uniti di quello che un sindaco dice ai suoi cittadini spaventati, nel tentativo di placare gli animi della gente? La risposta giusta è: niente, ma non per Trump, che perde sempre l’occasione di farsi i fatti suoi: ha letto il messaggio di Khan ai londinesi e ha sparato un tweet che è stato considerato il peggiore di tutti quelli vomitati in questi cinque mesi.
Khan Londra

Il sindaco di Londra Sadiq Khan.

«Almeno 7 morti e 48 feriti nell’attacco terroristico, e il sindaco di Londra dice che “non c’è ragione di essere allarmati!”», ha scritto Trump facendo arrabbiare nello stesso istante il sindaco, i londinesi tutti e imbarazzando l’ambasciata americana a Londra, che si è affrettata a rispondere appoggiando Khan, che invece non ha replicato perché aveva «ben altro a cui pensare in questo momento».
OFFESO PER LA MANCATA RISPOSTA. Sarebbe già molto grave se Trump si fosse fermato qui, con le sue affermazioni non richieste, fuori luogo, immature e aggressive. Ma, forse offeso da una mancata risposta diretta di Khan, ne ha lanciata una ancora più grossa: «Una scusa patetica quella del sindaco di Londra Sadiq Khan, costretto a trovare in fretta un motivo per la sua dichiarazione “non c’è ragione di essere allarmati”. I mass media vi vogliono convincere che ha ragione».
 Anche Theresa May, alla vigilia delle elezioni, si è affrettata a distanziarsi dalle dichiarazioni di Trump e ha fatto sapere che Khan sta facendo un ottimo lavoro. Finalmente Sadiq Khan ha risposto, spiegando che Trump a Londra non è il benvenuto, annunciando l’intenzione di annullare l’imminente visita. Questo, ricordiamolo, non è il primo scontro tra Trump e Khan, che, come noto, è musulmano: quando Trump decise che i cittadini di alcune nazioni islamiche non potevano più entrare negli Stati Uniti, fu il sindaco di Londra, tra gli altri, a dichiarare apertamente il suo dissenso.
FRECCIATE COME IN SECONDA MEDIA. Considerato il fatto che Steve Bannon, il braccio destro di Trump, ha dichiarato che i musulmani stanno distruggendo la cultura occidentale, la presenza di un sindaco islamico in una città influente come Londra, capitale della nazione alleata più vicina agli Stati Uniti, non può che allarmare Trump, che non perde occasione di stuzzicarlo come si faceva in seconda media.
http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2017/06/08/trump-peggio-del-tweet-contro-il-sindaco-di-londra-cosa-puoi-fare/211250/

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