DI LUCIO GIORDANO

Non vincerà mai. Per giorni, settimane, mesi, improvvisati commentatori politici, più o meno di professione, avevano detto questo di Jeremy Corbyn. Non vincerà mai. Ebbene, diamo loro una notizia. Non solo Corbyn è politicamente vivissimo, ma ha rischiato addirittura di vincerle, queste elezioni politiche indette avventatamente da Theresa May in Gran Bretagna. Il vecchio socialista fuori dalla storia (secondo molti), che avrebbe distrutto il partito laburista( secondo i rancorosi e perdenti  blairiani)  per metà dei sondaggi è stato addirittura  in testa allo spoglio elettorale. Ha raggiunto percentuali del 44% e alla fine ha guadagnato un dieci per cento di voti rispetto a due anni fa. Ad un certo punto per lui  sembrava davvero fatta. Poi la May ha rimontato e ha vinto, anche se in realtà è uscita sconfitta. Sconfitta nettamente.

Già, perchè la May, che aveva sciolto il parlamento e indetto nuove elezioni per rafforzare la propria maggioranza, alla maggioranza, che aveva, non ci è proprio arrivata. E’ come se i britannici le avessero detto con un voto chiaro ed eloquente: stop distasters, Theresa May. E in questo ultimo anno, in effetti, di disastri la May ne ha combinati tanti, troppi: economici, sociali, politici. Jeremy Corbyn ha chiesto le dimissioni immediate  dell’inquilino del numero 10 di Downing street  ed è ovvio che, salvo sorprese,  andrà così. Perchè, tra l’altro,  non c’è  possibilità di formare un nuovo governo in Gran Bretagna, allo stato attuale. Spariti gli Ukip di Farage, asfittici i liberal democratici, nessuno andrà in soccorso della May per formare un nuovo esecutivo. A questo punto, il  rischio è dunque che si tornerà a breve alle urne.

Se il primo ministro dei conservatori piange amaro, il leader socialista ride. Il vero, unico trionfatore di queste elezioni politiche è proprio Corbyn il rosso. Con un programma elettorale semplice, di sinistra vera che parla di salute, lavoro, istruzione gratuita e per tutti, ha convinto  il nord operaio della Gran Bretagna, quello più emarginato, e soprattutto i giovani, che hanno votato in massa per lui. La Gran Bretagna ha detto basta al liberismo, ha detto basta alla disuguaglianza sociale che vede il Regno Unito in testa a questa speciale classifica. E in qualche modo sta ripensando anche alla Brexit. Solo nelle prossime ore capiremo come gli inglesi usciranno da questo parlamento appeso, senza maggioranza, senza prospettive. Quel che è certo che da domani i conservatori dovranno voltare pagina. Theresa May si è suicidata politicamente. Come un giocatore di poker ha bluffato. E ha perso tutto.

party

seats

gain

loss

net

votes

share (%)

change (%)

Conservative

307

19

31

-12

13,265,772

42.31

+5.38

Labour

258

35

5

30

12,636,492

40.3

+9.85

Scottish National Party

34

1

20

-19

963,825

3.07

-1.67

Liberal Democrat

12

8

3

5

2,216,406

7.07

-0.8

Democratic Unionist Party

10

2

0

2

292,316

0.93

+0.33

Sinn Féin

7

3

0

3

238,915

0.76

+0.19

Plaid Cymru

3

0

0

0

152,843

0.49

-0.1

Green

1

0

0

0

515,902

1.65

-2.12

Ind

1

0

4

-4

144,884

0.46

+0.14

Ulster Unionist Party

0

0

2

-2

83,280

0.27

-0.1

Social Democratic and Labour Party

0

0

3

-3

95,419

0.3

-0.03

Other

0

0

0

0

747,838

2.39

-11.08

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