DI RAFFAELE VESCERA

San Severo, Foggia. Si faceva fotografare abbracciato con Salvini e si presentava quale paladino della lotta contro l’apertura di una discarica autorizzata dagli enti locali, ma è stato arrestato per traffico illecito di rifiuti. Qual era il gioco di Primiano Calvo, coordinatore provinciale di Noi con Salvini in Capitanata? Semplice, opporsi alla nuova discarica, seppure invasiva comunque legale, per far poi destinare per finta tonnellate, centomila secondo gli inquirenti, di rifiuti speciali all’impianto di compostaggio Lufa Service di San Severo che avrebbe dovuto trasformarli in fertilizzanti per agricoltura, ma che in realtà li sversava in terreni utilizzati come discariche abusive. Il suo ruolo, secondo l’accusa, sarebbe stato, con altri due politici a lui prossimi, fare da intermediario tra l’azienda di compostaggio che fingeva di trattare i rifiuti speciali e un funzionario dell’Arpa Puglia, anch’egli arrestato affinché soprassedesse ai dovuti controlli dell’azienda di compostaggio, in cambio di una mazzetta da 5.000 euro. In tutto sono 19 gli arresti eseguiti tra imprenditori dei rifiuti, funzionari e politici, 46 le persone coinvolte nell’affaire e 9 i milioni di euro loro sequestrati.
Le battute su Primiano Calvo si sprecano nella laboriosa cittadina pugliese, da “Tentava di riciclare Salvini a Foggia: arrestato per traffico di rifiuti tossici” a “che fanno i salviniani con le ruspe? Spostano rifiuti da nord a sud” fino a “arrestato il coordinatore provinciale di Noi con Salvini, Primiano Calvo, per traffico di rifiuti tossici, trovati molti politici di destra riciclati dalla lega nord.”
Battute feroci che tuttavia rimandano ad alcune verità sul ruolo degli sparuti gruppi di salviniani al Sud, che si fanno agenti mascherati della politica razzista e antimeridionale della Lega Nord nel Mezzogiorno, provando a spostare la rabbia del Sud per la disastrosa condizione cui è stato ridotto dallo Stato italiano che lo tratta quale colonia interna, complice il ceto politico meridionale corrotto al pari di quello settentrionale, contro i poverissimi immigrati, trattati quali schiavi nelle campagne pugliesi.
Un ruolo dunque funzionale al sistema di mantenimento della questione meridionale, innescata dall’unità d’Italia e via via aggravatasi, quello della calata verso Sud dei nuovi barbari che dismettono canottiere ed elmi cornuti di padana memoria per indossare felpe trash e vestitini manageriali.
Il traffico di rifiuti riciclabili ma sversati illegalmente si fa metafora della politica riciclata. Ex politicanti berlusconiani e neofascisti sono gli uomini reclutati da Salvini per “sfondare al Sud”, giocando sull’equivoca presenza del Pd renziano sul territorio, non certo più limpida di quella della destra.
Uno sfondamento per molti versi impossibile, vista la forte presa di coscienza meridionalista in atto nel Mezzogiorno, che rifiuta le discriminazioni cui il Sud viene sottoposto dallo Stato nella spesa pubblica e propone valori di solidarietà, giustizia sociale ed equità territoriale, opposti all’egoismo leghista. E vista anche la forte affermazione al Sud del Movimento Cinque Stelle, da molti visto come l’unica possibilità per cambiare lo stato delle cose.
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