DI PIERO ORTECA

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Le medie ponderate rese note da RealClearPolitics dicono che due americani su tre hanno voltato le spalle al Presidente.
Tra il 60 e il 70% hanno un pessimo giudizio sui primi mesi di Presidenza.
Peggio la “wrong track”, la direzione sbagliata che ha preso il Paese per l’80%.
E il Russia-gate potrebbe nascondere un vero e proprio rischio di impeachment

Mettiamola in gergo boxistico: lo stanno stringendo all’angolo. Basterebbe un uppercut bene assestato e Donald Trump potrebbe anche volare fuori dal ring, scavalcando arbitro, corde e secondi e finendo in mezzo agli spettatori. Tutto finito? Macché, a giudicare dai sondaggi il pubblico continuerebbe a suonarlo come una zampogna, scordandosi che è il Presidente degli Stati Uniti. O forse proprio perché se lo ricorda.
Traduciamo dal metaforese. Trump è sotto assedio per il cosiddetto “Russia-gate”, il suo presunto flirt con Putin, durante la campagna per le Presidenziali.
Lui smentisce digrignando i denti, ma è questo il punto: se l’ex Direttore dell’Fbi, Comey, che lo accusa di cotanta nefandezza, riuscirà a dimostrare che l’ex Palazzinaro ha mentito spudoratamente, allora il nostro “tycoon” rischierà una procedura di impeachment. Come accadde a Nixon per il Watergate e come non è successo a Bill Clinton, che fumava sigari stravaccato coi piedi sulla scrivania dello Studio Ovale, alla presenza di Monica Lewinski.

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