DI FRANCESCO ERSPAMER
Le elezioni britanniche confermano che il successo incontrastato del liberismo è fondato sulla latitanza della sinistra. In altre parole, il neocapitalismo domina non per propri meriti ma per l’assenza di un’opposizione organizzata e radicale. Quando invece un partito o movimento ricomincia a parlare di eguaglianza economica e di giustizia sociale, immediatamente ci si accorge che parte della gente ancora crede che la Storia non sia un destino bensì una scelta; e se le viene offerta una scelta, la gente sceglie.
Sceglie Corbyn, per esempio, incurante del fatto che i grandi network dell’informazione e numerosi intellettuali ne avessero garantito il fallimento per avere rinnegato il liberismo alla Blair. Sono trent’anni che questi traditori mascherano la loro inettitudine e i loro compromessi con le multinazionali dietro un finto pragmatismo che spaccia come inevitabili i miti della globalizzazione, della crescita illimitata, dell’individualismo, della deregulation. Sono trent’anni che rottamano i valori e i legami che rendevano possibile la solidarietà e l’impegno. È ora che smettano di avere la vita facile. È ora che il fantasma del socialismo torni ad aggirarsi per l’Europa; e anche se restasse un fantasma sarebbe sufficiente per costringere il neocapitalismo a concessioni, come avvenne attraverso il Novecento. I ricchi e i loro ideologi liberisti lo sanno benissimo; sarebbe bene che se ne accorgessero anche le anime morte della sinistra italiana.
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