DI ALBERTO TAROZZI
In Kosovo vince da sola, anche grazie alla legge elettorale, un’alleanza incline alle avventure di guerra, che consegue il 40%.
Adesso tutto il potere è nelle mani del Presidente Thaci (PdK) e del futuro premier Haradinaj (Aak), un tempo nemici, ma accomunati da accuse inerenti crimini di guerra e intenzionati a costituire in Kosovo un esercito che allarma la stessa Nato e che renderebbe ancor più difficili le trattative di pace in corso tra i governi albanese e serbo, preoccupato per le condizioni ad alto rischio della sua minoranza nell’area.
In particolare il percorso giudiziario di Haradinaj, rilasciato a Parigi nonostante la richiesta di estradizione del Tribunale di Belgrado, è contrassegnato da assoluzioni al Tribunale dell’Aja successive alla morte improvvisa di chi era chiamato a testimoniare a suo carico. Di lui si occupò nel 2007 un militare italiano, Antonio Evangelista, capo missione in Kosovo, in un suo libro “La torre dei crani” edito dagli Editori Riuniti.
Per la cronaca, nel caso di un riaccendersi del conflitto sarà proprio il contingente militare di pace italiano in Kosovo che si verrà a trovare sulla linea del fronte.
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