DI PAOLO FARNASARI
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L’evento politico della settimana, forse anche dell’intero mese di giugno, sono state le elezioni politiche del Regno Unito, svoltesi giovedì 8. È uscita vincitrice la premier uscente, Theresa May, ma, a causa della grande rimonta dei laburisti guidati da Corbyn, non ha raggiunto il numero di seggi necessario ad avere la maggioranza in parlamento. Per un’analisi qualificata e approfondita di come si è arrivati a questo esito, degli scenari futuri e non solo, ho ritenuto opportuno sentire l’autorevole punto di vista di Fabio Cavalera, corrispondente per molti anni e fino al 2016 da Londra per il Corriere della Sera.
Si aspettava questo risultato?
Ormai è sempre difficile fare previsioni giuste. I sondaggi, per quello che valgono, avevano segnalato la ripresa laburista. E il clima di perplessità attorno al governo May era percepibile. Pensavo a una vittoria di misura dei conservatori ma non al trionfo. Non credevo che perdessero la maggioranza assoluta ai Comuni che è la vera sorpresa.
Ritiene che Theresa May si sia pentita di aver scelto di andare ad elezioni anticipate?
Il pentimento in politica conta zero ed è sinonimo di sconfitta. Di certo si mangerà le unghie.
Quali sono stati gli errori che la premier uscente ha commesso ?
Errore di presunzione, arroganza, superficialità. Aveva convocato le elezioni anticipate immaginando un facile trionfo. Si è dimostrata una leader di scarso spessore e lungimiranza. Lei e i gli antieuropeisti ne escono con le ossa a pezzi.
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May e Thatcher: quali le sostanziali differenze tra le due? Trova qualche analogia?
Margaret Thatcher, piaccia o no, aveva le virtù del coraggio, della chiarezza, della decisione. E aveva un progetto in testa. Theresa May non ha nulla di tutto ciò. E’ ondivaga e insicura. L’ha dimostrato sulla Brexit. Non vedo analogie fra le due.
Margaret Thatcher e Theresa May cnn.comMargaret Thatcher e Theresa May
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Che mosse ha compiuto Corbyn tali da consentirgli di effettuare una notevole rimonta?
Corbyn ha ridato entusiasmo ai giovani, ha fatto discorsi semplici e chiari di sinistra, non ha promesso la luna, ha sfruttato al meglio la debolezza della leadership conservatrice, col tempo ha imparato a fare bene opposizione.
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Il terrorismo ha inciso? In che misura?
Non credo che il terrorismo abbia inciso e che abbia spostato consensi. Credo che abbiano inciso le incertezze e le contorsioni del governo.
Quali gli scenari che si aprono ora?
Adesso Theresa May resterà in carica fino a quando non avrà formato un nuovo governo di coalizione. Se ci riuscirà… In sostanza si aprono le trattative per vedere se c’è la possibilità per Theresa May di andare avanti con qualche alleato. Dovrebbe farlo entro il 19 giugno perché in quella data ci sarà il discorso della Regina al Parlamento e perché si dovrebbero aprire i negoziati sulla Brexit. Possibile che subiscano un rinvio. In termini generali vedo instabilità e una Londra molto debole, con i mercati in fibrillazione.
Ed ora, per i coetanei che mi seguono e si aspettano una riflessione sulle professioni dell’oggi e del loro domani, due domande che riguardano il mondo del giornalismo.
Com’è cambiato il lavoro del giornalista da quando ha iniziato al momento in cui ha smesso?
Il mondo della comunicazione è stato rivoluzionato. Quando ho cominciato io eravamo alla preistoria: senza computer, senza cellulari, solo penna e taccuino. Le tecnologie ci hanno aiutato a fare i giornalisti, purtroppo spesso ci siamo dimenticati il bello della professione: andare, cercare, vedere, riportare senza barare. Oggi, il rischio è di impigrirsi dietro al computer, copiare, dare per sicure notizie e fatti che non lo sono.
Che consigli si sente di dare ad un giovane che vuole intraprendere questa carriera ?
Il consiglio principale è coltivare la curiosità e il dubbio. Mai arrendersi e mai lasciarsi prendere dai giudizi frettolosi. E’ la regola prima del giornalismo.
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