DI MARCO ERCOLI


A Rignano sull’Arno (Firenze), paese che ha dato i natali a Matteo Renzi e dove vive il padre Tiziano, è stato nuovamente eletto sindaco Daniele Lorenzini. Gli Elettori erano 6.905, di cui Votanti: 3.941 pari al 57,07 %, 37 schede bianche e 66 schede nulle. Alla testa della lista civica “Insieme per Rignano” ha ottenuto 1.879 voti pari al 48,95% dei consensi. Al suo primo incarico Lorenzini era stato eletto per il PD. Si ferma invece a 1.136 voti pari al 29,59% Eva Uccella, ex vicesindaca, la candidata scelta dal PD dopo la rottura con il sindaco uscente. Lorenzini aveva dichiarato: “Sono venuti i ministri per sostenere la mia avversaria, ma questo PD non parla più alla gente. Continuerò a fare il sindaco per altri cinque anni e continuerò a farlo con grande passione, dedizione e grande rispetto nei confronti di questa comunità che, garantisco, è una bellissima comunità. Abbiamo vinto, i cittadini ci hanno dato il loro consenso e non abbiamo rivalse nei confronti di nessuno”. Fino all’ultimo Uccella ha sostenuto: “È un traditore, un don Rodrigo”. La scelta di Lorenzini di andare contro il suo vecchio partito e contro Tiziano Renzi, segretario del circolo anche se attualmente autosospeso, ha dato i suoi frutti. Ex democristiano, amico fraterno di Tiziano Renzi e suo medico di famiglia, il sindaco di Rignano sull’Arno è sempre stato sostenuto dal padre dell’ex premier. Finché non ha parlato. Subito dopo l’incontro con i magistrati dichiarò: “Spero che si tratti solo di una rottura politica. Per me lo è. Ai magistrati ho reso dichiarazioni trasparenti e veritiere, ci mancherebbe altro che un cittadino non dica la verità di fronte ai magistrati”. Era stato convocato come persona informata sui fatti per chiarire cosa si sarebbero detti il generale Emanuele Saltalamacchia e il padre dell’ex premier in una cena ad ottobre scorso a casa di Renzi senior. Secondo i Pm, il generale avrebbe messo in guardia Tiziano dicendogli di non parlare con Romeo. Lorenzini si ricordò solo che disse: “Non parlare con certa gente”. Decise quindi di non ricandidarsi sotto al simbolo del Pd prima che scoppiasse la “bomba” Consip e lo travolgesse. Il sindaco appena eletto ha detto: “Avevo la consapevolezza di aver governato benino questo paese. Ho fatto una campagna elettorale tutta in mezzo alla gente e ho sentito l’affetto dei cittadini. Quindi mi aspettavo un buon risultato”. Con questo risultato la lista di Lorenzini si aggiudica, in consiglio comunale, 8 seggi, su un totale di 12. Al Pd vanno 3 seggi, mentre 1 ne ottiene Sinistra unita, e resta fuori il centrodestra.
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