DI ENRICO ROSSI
Renzi fa il piazzista e mentre sulla Rai fa accordi con Berlusconi, si rivolge anche a Pisapia per non si sa bene quali intese.
Io credo che noi dobbiamo andare avanti per costruire un’alleanza per il cambiamento a sinistra del PD e fatta da coloro che, di sinistra e di centrosinistra, non si riconoscono più nel PD di Renzi.
Le primarie di coalizione hanno poco senso perché la storia del sindaco d’Italia è finita il 4 dicembre del 2016 e non è replicabile.
Ha senso invece costruire un programma di cambiamento per il Paese su pochi e chiari punti da discutere e definire insieme agli elettori di questa nuova alleanza.
Ha senso che questa alleanza per il cambiamento faccia scegliere dai suoi elettori con le primarie i propri candidati al Parlamento.
Ha senso portare in Parlamento un gruppo consistente di parlamentari che si batterà per gli obiettivi e per il programma condiviso.
Pisapia parla giustamente di discontinuità. Per me significa un cambiamento nelle politiche economiche e sociali.
Cioè un piano contro la precarietà nel lavoro, per il rilancio degli investimenti pubblici, per lo stato sociale, sanità, scuola, ricerca, lotta alla povertà.
Le risorse possono essere trovate nel contrasto duro all’evasione fiscale, nel ristabilire il principio della progressività del fisco, con una patrimoniale sulle grandi ricchezze, nella lotta agli sprechi e ai privilegi.
Finora non è stata questa la musica che ha cantato Renzi e il suo partito.
Se si comincerà non mancheranno le intese e le convergenze.
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