DI SERGIO DI CORI
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Guelfi e ghibellini, con l’aggiunta dei sottoposti clandestini divisi tra guelfi bianchi e guelfi neri, dopotutto siamo italiani e alla nostra tradizione ci teniamo eccome.
I piddini insorgono e attaccano i pentastellati accusandoli di essere dei traditori della parola data e doppiogiochisti.
M5S: IMBUFALITI.
Dal canto loro, i pentastellati insorgono a loro volta e accusano i piddini di essere dei falsoni ipocriti e doppiogiochisti.
PD: INVIPERITI.
Il risultato, per il momento, è questo: un parlamento composto da uno scontro in atto tra imbufaliti e inviperiti, il che, inevitabilmente, finirà per portare acqua ai grandi sostenitori dello status quo e del pantano.
Ci rimettiamo noi cittadini inermi sequestrati dai parlamentari.
L’errore sta nella leadership e nella miopia egocentrica priva di visione ampia, e nella inquietante situazione nella quale la Politica ha spinto noi elettori innocenti: sequestrati dall’ego di Beppe Grillo e dall’ego di Matteo Renzi.
Stanno sbagliando entrambi: lavorano -a loro insaputa- per Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, oggi trionfanti.
Ambedue hanno perso un’occasione d’oro: quella di prendersela con i propri polli e non con l’oppositore. E’ chiaro a tutti (intendendo qui per “tutti” i pensanti di ambo gli schieramenti) che si è formato in Parlamento un vasto schieramento trasversale guidato da chi (in casa pentastellata) sta insorgendo contro l’asse Grillo-Casaleggio-Di Maio, e quindi si è messo in tacito -mica tanto- accordo con l’asse D’Alema-Bersani-Pisapia-Fassina, con il fine dichiarato di NON andare alle elezioni sapendo che non saranno rieletti, perché non saranno ricandidati.
Dell’Italia se ne fregano.
Quindi, anche di noi.
Non è colpa di Fiano o di Toninelli.
E’ colpa di Grillo e di Renzi, ingenui dilettanti caduti nella trappola genialmente diabolica forse allestita e preparata ad arte da una eccellente professionista della politica italiana, donna intelligente e di esperienza, che conosce le sfumature della perversione partitica e la miseria umana di piddini anonimi, di pentastellati anonimi, indispettiti all’idea di essere peones senza futuro.
Vince per il momento il vecchio, ammuffito, zombiesco asse Berlusconi/Letta/Alfano/D’Alema/Bersani/Vendola.
Sulla nostra pelle.
E noi, come tanti criceti robotizzati, giù a insultare i grillini (se si è pro-PD) oppure a infangare i piddini (se si è pro-M5s).
I marpioni esultano.
Sanno che riusciranno a sopravvivere fino a marzo del 2018, dopo aver lavorato ai fianchi Grillo e Renzi (molto più simili di quanto non si possa credere, forse per questo così competitivi invece che alleati, come, secondo me, dovrebbero essere) disossandoli, enucleandoli dentro un polverone di piattume propagandistico che distruggerà il paese.
Due leader vecchi, Grillo e Renzi.
Sbagliano entrambi.
Talmente miopi da vedere soltanto il risultato elettorale delle amministrative dell’11 giugno senza guardare al di là del proprio naso.
Avrebbero dovuto far quadrato e ricordarsi che la bicamerale Berlusconi/D’Alema non fu un accordo, ma il sintomo di una metafora del potere stantio conservatore italiano. Eterno.
Da lì veniamo.
Lì siamo finiti.
Lì ancora stiamo.
Matteo Renzi e Beppe Grillo hanno perso entrambi le elezioni ancora prima di averle indette.
Nonostante le avessero già vinte per essere riusciti a “rottamare” le mummie.
Ieri, in una botta sola, le hanno riesumate tutte.
Nel nome del cambiamento rivoluzionario.
El pueblo unido……bla bla bla bla……..
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