DI SANDRO RUOTOLO
Lei è Silvia Ruotolo, mia cugina. Vent’anni fa è stata uccisa dalla camorra mentre tornava a casa con suo figlio Francesco, 5 anni. Tante sono state e sono le vittime innocenti della camorra. I funerali di Silvia segnarono uno spartiacque. Napoli si indignò. Napoli oggi è cambiata perché parte di quell’indignazione si è trasformata in impegno. Non basta, lo sappiamo ma non prenderne atto significa fare un torto alla realtà. Altri non hanno fatto fino in fondo il loro dovere, altri restano ancora a guardare. Vent’anni fa me la presi con quella borghesia che diceva “non mi riguarda”. E ancora oggi a quella borghesia diciamo che la neutralità non può esistere, che dobbiamo schierarci per la nostra terra.
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