DI LUCA SOLDI

 

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Ormai chiusi i seggi, ancora prima delle valutazioni politiche emerge un deciso crollo della partecipazione. C’è un drastico crollo dell’affluenza alle urne che si riassume in un meno otto per cento. Infatti il dato definitivo e’ stato di un affluenza al 60,07 mentre nelle precedenti alle ore 23, la percentuale era stata del 68%. Il dato non tiene conto dei comuni del Friuli Venezia Giulia e della Sicilia, gestiti direttamente dalle due Regioni e non dal Viminale. In giornata la diffusione definitiva delle affluenze permetterà una valutazione più puntuale.
E’ chiaro che in una percentuale così bassa di votanti la partecipazione o meno incide molto. Sul voto si evidenzia la sconfitta del M5S, la tenuta del Pd e la ripresa decisa del centro destra che potrebbe vincere in molte realtà nei numerosissimi ballottaggi del prossimo 25 giugno. Dunque ripetere nel resto del Paese i successi di Roma, Torino ma anche di Livorno sembra torni ad essere un sogno per i cinque stelle ed i titoli dei giornali in edicola oggi sono tutti dedicati a loro. Adesso nel movimento dovrà partire un’analisi approfondita che sicuramente si riverbererà a livello politico nazionale. Pesano le scelte, le beghe, le vere e proprie faide di Genova e Palermo che hanno condizionato poi tutte le altre. Una certa approssimazione e la mancanza di figure forti, la quasi assenza di conoscenza delle dinamiche dei territori ha fatto pagare il prezzo più caro al movimento di Grillo. Difficile dire se tutto ciò possa dare delle ripercussioni nei consensi a livello nazionale, certo a Grillo serve uno scatto che lo faccia uscire dall’angolo in cui sembra essersi rinchiuso. Occorre però anche dire che nel raffronto con le precedenti amministrative negli stessi comuni, per il M5S la situazione non deve considerarsi così drammatica come qualche media sottolinea. Occorre dunque non accalcarsi troppo in raffinate analisi che sanciscano la fine del movimento perché così non è sicuramente.
Per il Pd tutto sommato c’è una buona tenuta ma risalta la necessità di una spinta verso la costruzione di una coalizione più ampia. Renzi tira un sospiro di sollievo, ma il voto positivo nelle realtà locali evidenzia che a vincere sono candidati civici piuttosto svincolati dal monolite Pd. L’autosufficienza, almeno per il momento non paga. Quanto emerso a Palermo ne è l’esempio più significativo. Per Roberto Speranza di Mdp, un dato politico: “In tre su quattro capoluoghi di Regione, dove c’è un’alleanza classica di centrosinistra – sostiene l’ex esponente Pd – il candidato del centrosinistra va avanti”.
Senza enfatizzare troppo questo voto segna però una decisa ripresa del centro destra. Salvini può sorridere ma anche per la destra occorre valutare una pia ampia condivisione di intenti. Toti, il governatore della Liguria appare come la figura che più che altre pare riassumere complessivamente il successo del centro destra in questa tornata elettorale. Servirà comunque di aspettare il 25 per esprimere delle valutazioni complessive, capire cosa è successo nei mille campanili oltre quello che è stato espresso dalle grandi città.
rilevata alle 23: nelle precedenti omologhe la percentuale dei votanti si era attestata al 66,85%
L’unico ad ottenere un’immediata riconferma al primo turno è il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. M5S, dopo l’exploit lo scorso anno a Roma e a Torino, sarebbe fuori dai quattro capoluoghi di Regione: a Genova, dove al secondo turno vanno il candidato di centrosinistra Gianni Crivello, e del centrodestra, Marco Bucci. A L’Aquila, governata fino ad oggi dal dem Massimo Cialente, è in vantaggio il candidato sindaco Americo Di Benedetto (centrosinistra) mentre a Catanzaro Sergio Abramo (centrodestra) se la vedrà al ballottaggio con Nicola Fiorita (Civica).
Il flop M5S è reso ancora più amaro dal risultato, abbastanza scontato, di Parma, dove il sindaco uscente Federico Pizzarotti, espulso dal Movimento di Grillo, è in vantaggio con il suo ‘Effetto Parma’ e se la vedrà al secondo turno con Paolo Scarpa del centrosinistra. “Grazie ai parmigiani – ha scritto su Fb Pizzarotti- che hanno creduto in un progetto nuovo, civico e libero. Arrivare al ballottaggio da soli è un risultato storico, che dimostra la forza del nostro gruppo, unito da valori e non dagli interessi”.
A Verona ci sarà un ballottaggio tra Federico Sboarina, destra e Patrizia Bisinella, candidata di Fare! e attuale compagna del sindaco Flavio Tosi. Sboarina è attorno al 29,26%, mentre Bisinella è sul 23,54%.
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