DI MARCO GIACOSA

https://alganews.wordpress.com/

Un piccolo cerchio nero, per terra, indica che quello un tempo, prima che togliessero i biliardi e rifacessero il locale, anno 1979, era il centro esatto della sala. Chiudo gli occhi.
Ecco Ivo il Salumiere, sempre un po’ su di giri perché gli piace sbevazzare. Un giorno entra una signora, ha bisogno di aiuto perché dal cofano viene su fumo, Ivo è un tipo generoso – «Ci penso io! Ci penso io!» – ma ahimè impreciso: aggiunge acqua, anziché olio, e dopo cinquanta metri l’auto della donna si inchioda. Dentro ridono tutti. Ecco Zembu Balila, un uomo pelato che si aggira con il cicchetto e la stecca sotto braccio, pronta al colpo; ecco Marzorati, un signore che vive sul suo motorino Peugeot 105, che fa il bucato al toret in fondo alla strada. Sono gli anni in cui si fuma, si gioca a carte e si guarda la televisione come rito collettivo, il pomeriggio il bar Franco si trasforma in cinema, tutti inchinati agli dei calcio e ciclismo. C’è spirito goliardico, talvolta pure troppo: ecco due ragazzi che vanno a caccia, abbattono un cinghiale poi vengono al bar e lo lanciano in mezzo alla sala, con addosso il senso dell’impresa. Se ne sono andati tutti, se qualcuno c’è ancora è molto, molto vecchio. Ecco Miliu, un tizio che gira con la Pravda in edizione italiana, arrotolata e infilata nella tasca dei pantaloni, oltre, ça va sans dire, all’Unità, eccolo dibattere, prendere in giro, ecco finire tutto in un bicchiere di grappa e una risata. Apro gli occhi.
Oggi c’è Andrea, classe 1968, cresciuto con Davide qui dentro, appoggiati ai frigo; dietro il banco la signora Graziella e la sorella Mariangela, presente fin dal primo ottobre del 1963 quando la famiglia rilevò il locale. Oggi si parla francese, dal vicino Lycée Jean-Giono arrivano gruppi di genitori e il bar diventa un bistrot di Parigi. Ogni tanto spunta Boosta, quando è a Torino si vede spesso Giovanna Mezzogiorno. Oggi la politica è un argomento molto delicato, poco affrontato se non quando si è ragionevolmente certi di non rovinare il rapporto: altrimenti si offende e ci si offende. Oggi Andrea gira le fiere dei piccoli produttori di olio, vino, salse, confetture, prodotti di nicchia, poco distribuiti: è appena arrivato dall’alto Adige, ha riempito la vetrina con le bottiglie di una piccola cantina. È un lavoro diverso, a lui piace e i clienti apprezzano. È cambiato tutto tranne gli arredi, fermi a quel 1979, e la comune propensione di vecchi e giovani al panino con le acciughe al verde o con il burro: ragazzi di dodici, tredici anni che vengono apposta per le acciughe, e uscendo guardano quel piccolo cerchio nero per terra, chissà se lo sanno che è la porta del tempo.

Risultati immagini per UN MONDO VARIEGATO DI FREQUENTANTI LA STORIA DI UN LOCALE BAR

Annunci