DI VANNI ZAGNOLI

Sarà uno scudetto nuovissimo, per il basket italiano, come due anni fa, tra Sassari e Reggio. La finale è a nordest, con la prima di Trento e Venezia, che non vince il titolo da 74 anni. Nel 2006 questa sfida valeva per la promozione in B1, vinsero i lagunari e all’epoca all’Aquila trentina c’erano già Trainotti come ds e Buscaglia in panchina. La Dolomiti esiste da sole 22 stagioni, è appena al 3° anno di A, sempre ai playoff e finalista molto a sorpresa, con gli innesti di Dominique Sutton e Devyn Marble, portatori di 10 vittorie nelle ultime 11 gare. Se la Trentino volley ha perso le tre finali stagionali, la pallacanestro può far centro subito, dopo la semifinale di Eurocup, un anno fa.
A Venezia, Walter De Raffaele è subentrato un anno e mezzo fa a Recalcati, era in bilico eppure ha portato la Reyer in fondo e con il vantaggio del fattore campo che la rende favorita. Ha il croato Peric, l’italo argentino Filloy, novello Ginobili, e l’azzurro Stefano Tonut, protagonista ad Avellino in gara-6: punta al titolo sfuggito al padre Alberto con Livorno, nell’89, per quel canestro di Forti arrivato appena oltre la sirena; all’epoca il play di riserva era proprio De Raffaele. Gli orogranata esistono dal 1872, giocavano all’Arsenale e hanno bisogno di un palazzetto nuovo, che il pirotecnico Luigi Brugnaro, sindaco-presidente, vuol realizzare a Mirano. Intanto un’altra nordestina, Trieste, è in finale di A2, contro la Virtus Bologna.

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